Commissione statutaria, Cappellacci: riforme e partecipazione per una Sardegna protagonista nel Mediterraneo

Più autonomia su fiscalità, trasporti e paesaggio
Ugo Cappellacci

Una riforma che rafforzi il presidenzialismo e ampli le competenze su fiscalità, trasporti e paesaggio Una Sardegna più autonoma, competitiva e protagonista nel Mediterraneo che cambia. È questa la visione illustrata da Ugo Cappellacci, deputato di Forza Italia e già presidente della Regione dal 2009 al 2014, durante l’audizione davanti alla Commissione Statutaria del Consiglio regionale, guidata dal presidente dell’Assemblea, Piero Comandini. Al centro del suo intervento, la necessità di una riforma profonda dello Statuto speciale e delle norme di attuazione per adeguare la Regione al nuovo contesto geopolitico ed economico. “Il mondo è cambiato — ha affermato — la Sardegna deve guardare avanti, non indietro. Serve una riforma che permetta all’isola di collocarsi con forza nel nuovo scenario euro-mediterraneo.”

Le priorità

Cappellacci ha individuato tre priorità strutturali su cui intervenire: diritto alla mobilità; semplificazione amministrativa per decisioni più rapide e meno burocratiche; superamento dell’insularità energetica, puntando sul governo delle rinnovabili, idrogeno verde e capacità di gestione autonoma. A queste ha affiancato le traiettorie per il futuro dell’isola: una continuità territoriale stabile anche attraverso il trasferimento alla Regione delle competenze sui collegamenti marittimi, un ruolo guida nella transizione energetica, un sistema fiscale capace di attrarre investimenti, un welfare territoriale più solido, maggiore forza all’identità culturale come motore economico e l’esercizio pieno delle competenze sul paesaggio.

Governabilità e rappresentanza

Un capitolo centrale della sua audizione ha riguardato anche la forma di governo regionale. Per Cappellacci, l’autonomia deve tradursi in capacità decisionale: “Serve un Presidente forte, un vero sindaco della Sardegna, e un Consiglio regionale altrettanto forte sul piano della programmazione, soprattutto per quanto riguarda i fondi europei.” Sulla legge elettorale, l’esponente azzurro ha invitato a evitare manipolazioni funzionali alle maggioranze del momento: “La norma deve garantire governabilità e rappresentanza. Non può diventare un cacciavite per aggiustare rapporti politici contingenti, né un artificio per offrire visibilità a chi non ha reale consenso, a scapito della stabilità.” In chiusura, Cappellacci ha richiamato il tema della partecipazione democratica. “Dobbiamo semplificare e digitalizzare gli strumenti di iniziativa popolare. L’obiettivo non è rafforzare un ente, ma passare dall’autonomia della Regione all’autonomia dei sardi.”

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