
Dopo il ciclone-Bartolazzi il Partito democratico rompe il silenzio e, al termine della riunione convocata con urgenza dal segretario regionale Silvio Lai, definisce una linea che, se da un lato conferma il pieno sostegno alla presidente Todde, dall’altro precisa che non sarà un appoggio incondizionato. In tarda mattinata la presidente aveva già servito su un piatto d’argento la testa dell’assessore alla Sanità Armando Bartolazzi, giocando d’anticipo sui possibili malumori del principale alleato del campo largo. I dem ricambiano la cortesia, esprimendo apprezzamento per il gesto di responsabilità e per la scelta di assumere l’interim alla Sanità in una fase così delicata. Ma puntualizzano: “Si ritiene tuttavia essenziale che questa fase sia breve e che si apra rapidamente una stagione di riorganizzazione profonda del sistema sanitario, basata su competenze elevate, obiettivi chiari e tempi certi.” Tradotto: più collegialità nelle scelte e un riequilibrio negli assetti, a partire dalla nomina dei direttori generali delle ASL.
Il messaggio è altrettanto chiaro anche sul fronte Egas: nessuna fuga in avanti, ma decisioni che passino attraverso l’autonomia dei sindaci, intese unitarie o scelte di coalizione. Perché, come si legge nel documento, “quando la coalizione si muove in modo unitario ottiene risultati rilevanti”, anzi “enormi”, come accaduto nella vertenza entrate. Avanti compatti, dunque, verso l’approvazione della Finanziaria entro l’anno. Il sostegno alla presidente Todde è ribadito più volte, così come il richiamo alla coalizione. Sanità, acqua, enti locali, investimenti, agricoltura, politiche territoriali, competitività e sviluppo della Sardegna sono le priorità indicate per il secondo tempo della legislatura. Insomma, sostegno pieno ma su obiettivi chiari e senza nessuna accondiscendenza.