
Il gioco non è più girogirotondo, dove tutti si prendono per mano, componenti essenziali della collegialità in movimento festante. Più congeniale al “momento di me stessa” è un altro balocco: Monopoli. La Presidente-Manager guarda compiaciuta il suo gigantesco tabellone: completa la serie della società elettrica (agenzia Regionale dell’energia) comprando la società dell’acqua potabile (Abbanoa & Egas). La costosissima serie viola, quella di Parco della Vittoria, con dentro villa Devoto, ce l’aveva già. Deve completare la serie verde, che vale di più, con la sanità, e ci va personalmente aiutata dal suo Lothar Ferreli, il fedele e gigantesco aiutante del mago dei fumetti Mandrake, personaggio al quale Todde più si ispira. Nelle caselle della sanità, anziché case e alberghi, potrà costruire ospedali.
Non ha la banca, che il PD con Giuseppe Meloni ancora tiene sotto controllo, ma per adesso ancora non le serve. Le occorrono invece gli altri giocatori: la candela, la teiera, la macchinina, il cavallino: i piccoli partiti ai quali ha dato il vicolo stretto della cultura, il vicolo corto del turismo, le quattro stazioni e la serie gialla dei lavori pubblici, l’unica che valga qualcosa, e lì le casette dell’Area le colleziona il capomastro Piu. Tutti si chiedono: dove vuole arrivare? La risposta è semplice. Eliminare tutti i concorrenti. Senza passare dal via.


