
I trasferimenti previsti dalla Finanziaria regionale non bastano a sostenere Comuni, Province e Città metropolitane. È il giudizio netto espresso da Ignazio Locci, presidente del Consiglio delle Autonomie locali (Cal), dopo l’approvazione all’unanimità del parere sulla manovra 2026. Pur ribadendo l’urgenza di approvare il bilancio entro fine anno per evitare l’esercizio provvisorio, il Cal segnala criticità rilevanti: risorse giudicate inadeguate per gli enti locali e la necessità di un rafforzamento strutturale di Province e Città metropolitane, con finanziamenti certi e continuativi. Secondo Locci servirebbero almeno 50 milioni di euro l’anno nel prossimo triennio, oltre a investimenti su digitalizzazione, interoperabilità e formazione.
Un altro punto centrale riguarda la governance. Per il Cal, l’efficacia delle risorse dipende dal pieno coinvolgimento delle autonomie locali nelle scelte strategiche, a partire dalla vertenza entrate. Da qui la proposta di avviare un percorso istituzionale condiviso che porti a un vero e proprio “Piano di Rinascita della Sardegna” e all’istituzione di un tavolo permanente Regione-enti locali sui rapporti finanziari interni. Nel documento approvato si chiede inoltre una riforma complessiva della finanza locale, che punti su una maggiore compartecipazione alle entrate regionali, sul rafforzamento del Fondo unico e su un modello di federalismo fiscale regionale. Tra le richieste finali anche lo stanziamento di almeno 40 milioni di euro per i cantieri comunali, considerati uno strumento essenziale per sviluppo e occupazione nei territori. Il Cal si è detto infine disponibile a collaborare per accelerare l’iter della manovra, rinviando se necessario alcuni passaggi formali, ma ribadendo che senza risorse adeguate e una governance condivisa la Finanziaria rischia di non dare risposte concrete ai territori.