La Consulta boccia i commissariamenti delle ASL

Caos nella sanità, illegittime le norme della riforma
Il palazzo della Consulta

La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di alcune disposizioni chiave della legge della Regione Sardegna che disciplinavano il commissariamento straordinario delle aziende del Servizio sanitario regionale e la gestione degli incarichi dirigenziali. È quanto stabilisce la sentenza depositata oggi, con cui la Consulta ha accolto le questioni sollevate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri.

I profili di illegittimità

Nel dettaglio, la Corte ha bocciato gli articoli 6 e 14 della legge regionale n. 8 del 2025. Il primo è stato ritenuto in contrasto con l’articolo 97 della Costituzione, che tutela i principi di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione. La norma prevedeva che, entro 60 giorni dall’insediamento, il nuovo direttore generale potesse “confermare o sostituire” direttore amministrativo, direttore sanitario e direttore dei servizi socio-sanitari. Secondo i giudici costituzionali, questa previsione introduceva un elemento di parzialità nel rapporto amministrativo, consentendo la cessazione anticipata degli incarichi dei dirigenti non apicali sulla base di valutazioni puramente discrezionali, senza alcuna procedura strutturata di verifica delle ragioni interne al rapporto di lavoro. Un meccanismo ritenuto incompatibile con le garanzie costituzionali che devono presidiare l’azione amministrativa. Il secondo profilo di illegittimità riguarda l’articolo 14 della legge regionale, che disponeva il commissariamento straordinario di tutte le aziende sociosanitarie, ospedaliere e ospedaliero-universitarie della Sardegna, collegando automaticamente a tale scelta la risoluzione del rapporto con i direttori generali in carica. In questo caso, la Corte ha ravvisato la violazione dell’articolo 117, terzo comma, della Costituzione, in materia di tutela della salute. La disposizione regionale, infatti, si poneva in contrasto con i principi fondamentali fissati dalla normativa statale, in particolare dall’articolo 2, comma 5, del decreto legislativo n. 171 del 2016, che non contempla il commissariamento generalizzato come causa di decadenza immediata dei vertici delle aziende sanitarie.

Scenari incerti

Dopo la revoca dell’incarico all’assessore Bartolazzi e l’assunzione della guida ad interim e della Sanità da parte della presidente Todde, la sentenza introduce un nuovo elemento di incertezza e di instabilità sulla sanità sarda con dei commissari nominati in base ad una legge dichiarata illegittima. Sullo sfondo anche le possibile richieste risarcitorie dei direttori generali, che sono stati rimossi sulla base delle disposizioni censurate dai giudici costituzionali.

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