
La bocciatura della legge regionale sui commissariamenti delle ASL da parte della Corte costituzionale apre una nuova e durissima fase di scontro politico in Sardegna. Le reazioni dell’opposizione sono immediate e parlano apertamente di “caos amministrativo”, “vuoto giuridico” e “danni erariali”, mentre la maggioranza che sostiene la presidente Alessandra Todde prova a minimizzare gli effetti della sentenza.
Tra le prese di posizione più nette c’è quella di Ugo Cappellacci, deputato di Forza Italia e presidente della Commissione Affari Sociali e Salute della Camera. “Definire ‘non in discussione’ il percorso di rilancio della sanità – afferma – dopo una sentenza che azzera i due pilastri normativi della cosiddetta riforma significa negare l’evidenza giuridica e istituzionale.” Cappellacci sottolinea che la Consulta non ha espresso un giudizio politico, ma ha dichiarato incostituzionali le norme che hanno consentito il commissariamento generalizzato delle aziende sanitarie e la decadenza automatica dei vertici. Secondo l’esponente azzurro, le conseguenze sono “immediate e gravissime”: viene meno la base giuridica delle nomine dei commissari, i rapporti in essere sono esposti a cessazione, gli atti adottati rischiano di finire nel contenzioso e la Regione potrebbe essere chiamata a risarcimenti milionari da parte dei direttori rimossi. “Altro che percorso non in discussione – attacca – qui siamo di fronte a un vuoto giuridico creato da una scelta politica sbagliata, che rischia di produrre paralisi gestionale e danni erariali. La Sardegna è oggi ostaggio dell’improvvisazione e dell’incompetenza. La presidente Todde – conclude- prenda atto di questo fallimento complessivo e abbia il coraggio di liberare la Sardegna da una gestione che sta producendo solo incertezza, conflitti istituzionali e danni concreti.”
Sulla stessa linea la vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, Alice Aroni, che parla di “ennesima norma incostituzionale targata Todde.” La sentenza della Consulta, spiega Aroni, “non fa che certificare quanto già affermato in numerose pronunce sul divieto di spoils system.” Per mesi, ricorda, in Commissione e in Aula aveva denunciato che la riforma fosse “un escamotage per occupare surrettiziamente le poltrone dei manager della sanità.” Aroni evidenzia inoltre le ricadute concrete sul sistema sanitario regionale: oltre al possibile danno per l’Erario, la vicenda apre un nuovo periodo di instabilità che rischia di pesare direttamente sui cittadini. “I sardi – afferma – hanno già registrato un peggioramento dei servizi nel 2024, come certificato dal Ministero della Salute nel Programma nazionale esiti. Ora serve chiarezza immediata.” Da qui la richiesta di una convocazione urgente dell’assessore alla Sanità ad interim per capire quali provvedimenti intenda assumere la Giunta.
Durissimo anche il commento di Fratelli d’Italia. Il consigliere regionale Corrado Meloni parla di “sonora bocciatura del poltronificio Todde” e di “colpo da ko per una maggioranza allo sbando.” Secondo Meloni, la fretta di rimuovere i direttori generali nominati dalla precedente Giunta ha portato a ignorare norme e principi consolidati. “La fame di poltrone – accusa – ha prevalso sul buon senso e sull’esigenza di garantire una buona sanità ai sardi.” Nel mirino dell’opposizione finisce anche la gestione politica della fase successiva alla sentenza. Mentre dal campo largo arrivano messaggi rassicuranti sulla continuità dell’azione di governo, le minoranze parlano apertamente di una riforma “giuridicamente crollata” e di una Consulta che, di fatto, impone il superamento immediato del commissariamento. Domani, alle 10.30, i capigruppo dell’opposizione hanno convocato una conferenza stampa in consiglio regionale.