VERSO LE NOMINE. Sanità, i manager appesi al parere del professor Cerulli Irelli

Todde aspetta il via libera da Roma ma il Pd unito prepara la seconda fuga dalla Giunta

Uno ha figli piccoli. Un altro non ha figli ma debiti con lo Stato non ne vuole comunque. E così, pian piano e in sordina, dalla Giunta Todde in queste ore si sfilano gli assessori e scendono dal treno, per una inconfessata paura degli effetti della sentenza della Corte Costituzionale. Dovrebbe arrivare entro domani, 30 dicembre, il parere che la presidente ha richiesto a un famoso giurista, il professor Vincenzo Cerulli Ierilli, ordinario alla Sapienza di Roma. Il cattedratico, vicino a Giuseppe Conte, ossia l’unico vero capo di Todde, è stato incaricato di dipanare la matassa e dirà a breve se la Giunta Todde può davvero nominare i manager della Sanità (dopo aver destituito 48 ore fa i commissari). O se invece la sentenza della Consulta obbliga l’esecutivo a rimettere in sella i vecchi manager, chiamati al soglio dal centrodestra di Solinas quattro anni fa.
Una questione intricata, uno stallo che vale però milioni di euro di risarcimenti. Che nessun assessore intende correre il rischio di pagare un domani, a costo di non apparire così fedele agli occhi della presidente. A cominciare dai tre del Pd, che pure non avevano partecipato alla precedente votazione in materia: figurarsi ora. Dalla maggioranza uno dice: “Aspettiamo questo benedetto parere ma se non succederà qualcosa di straordinario pare proprio che il Pd ci lascerà ancora una volta da soli in giunta”. Aventino bis: ci siamo ma non ci siamo. I nomi sicuri a sostegno di Todde per ora sono Motzo, Manca e Sparedda anche se Cuccureddu e Portas sarebbero più propensi a chiudere con un voto la vicenda sanitaria che sta condizionando da oltre un anno la politica sarda.

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