
La nomina dei nuovi direttori generali della sanità, dopo la cessazione dei commissariamenti dichiarati illegittimi dalla Corte costituzionale, sarebbe questione di ore. La presidente Todde intenderebbe procedere entro la giornata di oggi affinché la decisione sia coperta dallo scudo erariale, che scade il 31 dicembre 2025. La norma, approvata durante il periodo Covid, era stata concepita per mettere al riparo gli organi politici da eventuali responsabilità pecuniarie per i provvedimenti adottati nel corso dell’emergenza. Una copertura che non appare sufficiente al Partito Democratico, che già non aveva votato la nomina dei commissari e che potrebbe smarcarsi anche rispetto a quella dei nuovi direttori generali. I dem non sarebbero stati convinti neppure dal parere dello studio legale Cerulli Irelli. L’escamotage ipotizzato dalla governatrice fa storcere il naso nelle file della maggioranza, soprattutto per i possibili profili risarcitori nei confronti dei direttori generali rimossi illegittimamente. Ancora più duri, però, i giudizi dell’opposizione. Ugo Cappellacci, presidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati, parla di grillismo 2.0: “Loro sbagliano, i cittadini pagano.” Per Salvatore Deidda di Fratelli d’Italia si tratta di un “pasticcio giuridico e politico che porta una firma chiara.” I capigruppo del centrodestra in Consiglio regionale chiedono alla presidente di riferire in Commissione sanità, nella sua veste di assessore ad interim. A completare il quadro vi è un’anomalia, un “bug” del sistema: nella ASL di Nuoro continua a operare il commissario Zuccarelli, anch’egli cessato della carica per via della sentenza della Corte Costituzionale, perché direttore sanitario facente funzioni e pertanto incaricato di svolgere l’ordinaria amministrazione in base alla circolare emanata dal direttore generale dell’assessorato alla Sanità. Insomma, ci sono tutti gli elementi per dire che l’inizio del nuovo anno sarà accompagnato dai “botti”.
La presidente Todde, nella veste di assessore ad interim , riferirà in Commissione Sanità l’8 gennaio sulla situazione determinata dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha sancito l’illegittimità di alcuni articoli della riforma sanitaria con la conseguenze cessazione dagli incarichi dei commissari delle ASL nominati dalla giunta