
Il rilancio dell’aeroporto di Fenosu passa dai capitali privati. A dirlo è Cristiano Rufini, imprenditore e socio di minoranza della Sogeair, la società che gestisce lo scalo oristanese, ma soprattutto amministratore di Olidata, azienda quotata in Borsa. In un’intervista a “L’Unione Sarda”, Ruffini ha chiarito che l’aeroporto di Fenosu non può più restare ostaggio di rinvii, incertezze e attese infinite legate ai finanziamenti pubblici. La sua proposta è netta: investire subito risorse private per trasformare lo scalo in un’infrastruttura produttiva, capace di generare sviluppo e lavoro senza gravare sulle casse dello stato. “Non si tratta di chiedere soldi pubblici – ha spiegato – ma di mettere in campo capitali, competenze e una visione industriale.” Un approccio coerente con il profilo di Ruffini, che guida una società quotata come Olidata, abituata a operare secondo logiche di mercato, efficienza e sostenibilità economica. Il progetto prevede una scuola di volo, un hub per la mobilità aerea leggera, servizi di handling e charter, oltre a strutture ricettive e di supporto, in grado di creare un indotto significativo per il territorio oristanese. Un modello che punta a fare di Fenosu un’infrastruttura autosufficiente, capace di stare sul mercato e attrarre traffico, investimenti e turismo. Il messaggio è chiaro: se si vuole davvero far decollare Fenosu, bisogna smettere di aspettare lo Stato e puntare sull’iniziativa privata. E quando a dirlo è il vertice di una società quotata in Borsa, l’invito suona ancora più credibile.


