L’opinione. Olimpiadi, il sabotaggio non è protesta (di Pierluigi Montalbano)

Milano e Cortina, un danno d’immagine che tocca tutti

Per me lo sport è sacro, e le olimpiadi sono la massima espressione della pace, ma nel giorno in cui l’Italia avrebbe dovuto presentarsi al mondo con orgoglio, c’è chi ha scelto deliberatamente di remare contro, trasformando l’avvio delle Olimpiadi Invernali in un palcoscenico di rabbia ideologica e sterile contestazione. La protesta andata in scena ieri a Milano non è stata una critica costruttiva, ma un atto di sabotaggio morale contro un evento che rappresenta anni di lavoro, sacrifici e investimenti pubblici.
Manifestare contro i Giochi a Olimpiadi iniziate non è dissenso: è irresponsabilità. Significa disprezzare non solo le istituzioni, ma migliaia di lavoratori, volontari, atleti e cittadini che hanno contribuito alla riuscita di un appuntamento storico. Dietro gli slogan contro i “grandi eventi” si nasconde una visione chiusa, incapace di riconoscere il valore dello sport, dell’apertura internazionale e della crescita collettiva.
Ancora più grave è il danno d’immagine. Mentre Milano e Cortina sono sotto gli occhi del mondo, una minoranza rumorosa ha scelto di esportare all’estero il peggio del nostro dibattito pubblico: rifiuto, conflitto e disfattismo. Non una proposta alternativa, non una soluzione concreta, ma solo la pretesa di bloccare tutto in nome di un ambientalismo e di un antagonismo di facciata, buoni solo per alimentare tensioni.
Le Olimpiadi non sono perfette, nessun grande evento lo è. Ma contestarle con veemenza proprio nel momento dell’apertura significa voler far fallire il Paese pur di mettersi in mostra, anteporre l’ideologia all’interesse collettivo. I Giochi Invernali meritavano entusiasmo e unità. La protesta di ieri resterà, invece, come il simbolo di una frattura inutile, costruita da chi preferisce il rumore alla responsabilità, la protesta permanente al bene comune. (Pierluigi Montalbano)

prova
Condividi

Articoli correlati