
“E’ um mondo difficile, e vita intensa, felicità a momenti e futuro incerto”, recita un vecchio brano di Tonino Carotone. Sembra essere la colonna sonora che accompagna il cammino di numerosi primi cittadini della Sardegna. Tra essi, sicuramente rientra Maria Laura Orrù, sindaca di Elmas – che ricopre anche il ruolo di consigliera regionale per AVS-. Eletta nel 2021, al termine del consiglio comunale, ha rassegnato le dimissioni. Alla base non tanto una questione di numeri quanto una mossa per ripristinare la chiarezza del quadro politico, anticipando – se pur di pochi mesi- la fine del mandato. “Restituisco la parola agli elettori – ha dichiarato- affinché possano scegliere liberamente la squadra più affidabile.” Non un passo indietro ma un passo in avanti: per usare un termine calcistico, una “ripartenza” per cogliere impreparato chi – a suo avviso- ha assunto un comportamento ostruzionistico.
Per un sindaco che lascia, un altro rilancia nonostante abbia ancora un altro anno di mandato: è Ignazio Locci, primo cittadino di Sant’Antioco, che dopo aver respinto le dimissioni del suo assessore seguite alla bufera mediatica per le parole pronunciate contro la cantante Laura Pausini perché “non si possono giudicare anni di lavoro e dedizione per quelle parole gravi” che comunque non qualificano Luca Mereu. “La città ha bisogno di credibilità, di persone che hanno a cuore il lavoro e gli obiettivi. Per questo – ha aggiunto Locci in un video pubblicato sul suo profilo di Facebook- mi ripresenterò alle elezioni del 2027.” Il sindaco indica anche gli obiettivi sui quali intende proseguire le azioni intraprese nei primi due mandati: “Tutela dell’ambiente, programmazione del territorio, opere pubbliche, manutenzione del patrimonio comune, cultura, archeologia.”
E’ invece decisamente più complicata la situazione del sindaco di Oristano Massimiliano Sanna. Ormai la mancanza del numero legale e il fuoco incrociato in maggioranza non sono più una notizia: questa volta la crisi arriva sulla ZTL mentre il voto sul bilancio è stato evitato per evitare ulteriori movimenti tellurici. Tra rimpasti, cambi di partito, assessori nominati e revocati, le segreterie dovranno lavorare non poco per ricucire una maggioranza che stenta a trovare un assetto stabile.