
La nuova edizione del percorso formativo gratuito per docenti ed educatori è online e aperta fino al 15 marzo 2026. Un’iniziativa che nasce dal territorio di Marina e Castello per rispondere a una sfida che riguarda tutta la scuola italiana.
C’è un filo che collega le aule della scuola primaria ai vicoli del quartiere Marina, ai palazzi di Castello, alle famiglie che ogni mattina portano i figli a scuola parlando lingue diverse, portando con sé storie e culture lontane. Quel filo si chiama Radici e Orizzonti, il progetto triennale capofila della Fondazione Irrm Ets e finanziato dalla Fondazione di Sardegna, che dal 2024 lavora ogni giorno in questi due quartieri storici di Cagliari per contrastare la dispersione scolastica e costruire un modello di inclusione multiculturale radicato nel territorio.
Marina e Castello non sono quartieri qualunque. Sono tra le zone a più alta densità di famiglie straniere del capoluogo sardo, contesti in cui la scuola — spesso l’unico presidio educativo stabile — si trova a fare i conti ogni giorno con classi composite, dinamiche relazionali complesse e un bisogno crescente di strumenti pedagogici adeguati. È da questa realtà concreta, vissuta in prima persona dagli insegnanti e dagli educatori che operano sul campo, che nasce la nuova edizione dei workshop formativi promossi da Radici e Orizzonti.
Uno degli elementi più distintivi dell’approccio di Radici e Orizzonti è la convinzione che il cambiamento educativo non si produca attraverso interventi isolati, per quanto efficaci. Servono reti, alleanze, una comunità educante capace di parlare con una voce sola. Per questo il progetto ha costruito nel tempo un patto educativo di comunità che coinvolge — accanto alle scuole — Caritas Diocesana, la parrocchia di Sant’Eulalia, associazioni di quartiere, realtà del terzo settore e l’Assessorato all’Istruzione del Comune di Cagliari.
I workshop formativi sono un tassello di questo disegno più ampio: investire sulla preparazione dei docenti significa moltiplicare l’impatto delle attività che ogni giorno si svolgono nelle classi, creare un linguaggio condiviso tra chi insegna, chi educa e chi accompagna i bambini fuori dall’orario scolastico. Significa, in altri termini, trasformare la formazione individuale in patrimonio collettivo del quartiere.
La nuova edizione del workshop, curata dalla Fondazione Golinelli, si rivolge a docenti e educatori della scuola primaria e a studenti di Scienze della Formazione. Si svolge interamente online, con cinque incontri sincroni da 90 minuti e uno da due ore, per un totale di 8 ore di formazione. Il primo appuntamento si è tenuto il 10 febbraio 2026; i successivi sono in calendario il 14, 21 e 28 aprile e il 5 maggio, tutti a partire dalle 18:30.
Il programma è strutturato in tre blocchi tematici che progressivamente spostano lo sguardo dall’individuo al gruppo, dalla didattica alle relazioni. Il primo incontro affronta le strategie di apprendimento cooperativo come strumento di inclusione attiva. Il secondo e il terzo sono dedicati al sociogramma di Moreno, uno strumento potente e spesso sottovalutato per leggere, mappare e intervenire sulle dinamiche relazionali di una classe: chi è al centro, chi è ai margini, dove si annidano i rischi di esclusione. Il quarto e il quinto blocco introducono il tinkering, un approccio pratico e laboratoriale che abbassa le barriere linguistiche e culturali perché mette tutti i bambini sullo stesso piano — quello del fare, dello sperimentare, del costruire insieme.
A condurre il workshop è Elisa Passerini, insegnante di scuola primaria e formatrice con una solida formazione in psicologia dell’apprendimento della matematica, maturata presso il Cnis dell’Università di Padova, e una lunga esperienza di collaborazione con la Fondazione Golinelli nei percorsi Steam per infanzia e primaria. Il suo profilo incarna bene la filosofia del corso: non la teoria calata dall’alto, ma la competenza di chi conosce le aule dall’interno e sa che ogni strumento formativo deve potersi tradurre in pratica il giorno dopo, nella classe reale.
L’Italia ha oggi una delle percentuali più alte d’Europa di alunni con background migratorio nelle scuole del primo ciclo, e la Sardegna — Cagliari in particolare — non fa eccezione. Eppure la formazione dei docenti su questi temi resta ancora frammentata, episodica, troppo spesso lasciata alla sensibilità del singolo insegnante. Radici e Orizzonti prova a invertire questa tendenza partendo dal basso, da due quartieri che sono al tempo stesso un laboratorio e un esempio: dimostrare che si può costruire un modello educativo inclusivo e replicabile, a patto di lavorare in rete, con continuità e con una visione condivisa.
I workshop formativi sono aperti non solo agli insegnanti che operano nei plessi coinvolti nel progetto — l’I.C. Satta-Spano-De Amicis e l’I.C. Santa Caterina — ma a tutti i docenti, educatori e studenti di Scienze della Formazione che vogliono portare nelle proprie classi uno sguardo nuovo sulla complessità multiculturale.
Chi completerà il percorso riceverà un attestato di frequenza valido ai fini della formazione professionale, registrabile sulla piattaforma S.o.f.i.a. del Ministero dell’Istruzione: la Fondazione Golinelli è soggetto formatore accreditato ai sensi della Direttiva 170/2016.
Le iscrizioni sono aperte fino al 15 marzo 2026 tramite il form disponibile all’indirizzo: https://forms.gle/Wu633Pmez7dqfSFD7