
La Sardegna non accetta di essere trasformata nell’area di concentramento del carcere duro d’Italia. Così il Partito Demcoratico sintetizza il messaggio che arriva oggi dal Consiglio Regionale, dove è stato approvato un ordine del giorno, a prima firma del presidente del gruppo PD On. Roberto Deriu, per bloccare il previsto arrivo di ulteriori detenuti sottoposti al regime del 41-bis nelle carceri di Bancali, Uta e Badu ‘e Carros. “Attualmente, su dodici istituti a livello nazionale dotati di sezioni per il 41-bis, tre si trovano in Sardegna, a questo si aggiunge un dato allarmante: la Sardegna registra una densità carceraria tra le più alte in Italia, seconda solo all’Umbria e all’Abruzzo, e ospita circa 90 reclusi in regime speciale, oltre a un migliaio di detenuti non residenti”, dichiara Deriu. “Questa situazione incide negativamente sul rapporto tra numero di residenti e numero di detenuti, allo stato già sbilanciato rispetto a quello rilevato nelle altre regioni”, prosegue il capogruppo. L’atto contesta il comma 2-quater dell’articolo 41-bis della Legge n. 354/1975, che impone la collocazione “preferibilmente in aree insulari” dei detenuti al carcere duro. Questa disposizione è ingiustificata e dannosa, poiché usa l’insularità come strumento di segregazione e marginalità. L’ordine del giorno approvato chiede al Parlamento, ai sensi dell’art. 51 dello Statuto speciale, di sopprimere questo riferimento geografico e garantire una distribuzione omogenea e proporzionata dei detenuti sul territorio nazionale.
Si richiede al Parlamento, ai sensi dell’articolo 51 dello Statuto speciale della Sardegna un confronto istituzionale volto a salvaguardare gli interessi della Regione ed evitare scelte suscettibili di accrescerne l’isolamento o la marginalità. L’ordine del giorno propone altresì la modifica dell’articolo 41-bis della legge n. 354 del 1975, al fine di sopprimere il riferimento alla collocazione preferenziale dei detenuti sottoposti a regime speciale nelle aree insulari, dando seguito ai progetti di legge di analogo contenuto già depositati presso la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica. Il documento richiede inoltre l’adozione di principi di equilibrio, proporzionalità e sostenibilità sotto i profili organizzativo, sanitario, logistico e della sicurezza pubblica, cosi da prevenire concentrazioni di detenuti in regime speciale in determinati territori. Il consiglio regionale infine chiede al governo di sospendere qualunque iniziativa volta a disporre la redistribuzione straordinaria di ulteriori detenuti sottoposti al regime speciale negli istituti penitenziari della Sardegna in considerazione delle criticità derivate dal sistema penitenziario sardo. Non possiamo tollerareche la nostra Isola, con un tessuto socioeconomico fragile, venga ulteriormente penalizzata con il rischio aggiuntivo di subire infiltrazioni mafiose. La sicurezza nazionale è un onere di tutti, non un peso da scaricare unicamente sulla Sardegna”, conclude Deriu