
Dopo il successo delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, in Italia si è riacceso il dibattito su una possibile candidatura per i Giochi estivi del 2040. C’è chi, come Matteo Renzi, rilancia l’idea di Firenze e chi, come Ugo Cappellacci, propone la Sardegna. Un’ipotesi che può sembrare ambiziosa, ma che riporta alla memoria un precedente concreto: nel 2015 Cagliari arrivò a un passo dal diventare sede olimpica. In quell’anno Roma era ufficialmente candidata a ospitare le Olimpiadi del 2024 e il Coni avviò la selezione della città destinata ad accogliere le gare veliche. Dopo aver superato sedici concorrenti, Cagliari fu scelta come sede ufficiale in caso di assegnazione dei Giochi alla Capitale. La decisione arrivò al termine di un’analisi approfondita condotta dalla Commissione di valutazione, che esaminò i dossier presentati dalle città candidate sulla base delle condizioni meteo-ambientali e della qualità delle infrastrutture e della logistica.
Dalla prima scrematura emersero Cagliari e Bari come finaliste. Seguirono sopralluoghi accurati tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre 2015. A Cagliari la Commissione analizzò l’aeroporto, le aree destinate al villaggio olimpico, la mobilità urbana, la sostenibilità ambientale e i dati meteorologici, confrontandoli anche con quelli delle principali sedi internazionali della vela olimpica come Marsiglia, Kiel e Long Beach. Anche Bari venne sottoposta allo stesso esame, con la partecipazione del sindaco Antonio Decaro. Il verdetto premiò Cagliari. A convincere furono l’intensità e la regolarità del vento, la qualità ambientale, la vivibilità della città, i tempi di spostamento contenuti e la disponibilità di spazi adeguati per l’organizzazione del villaggio olimpico. Nel sito del comitato organizzatore si sottolineava come Cagliari facesse la differenza per la sua reputazione internazionale come città del vento e della vela, oltre che per l’eredità sportiva che i Giochi avrebbero lasciato sul territorio.
Il sogno, però, si infranse pochi mesi dopo. Nel settembre 2016 la sindaca di Roma Virginia Raggi annunciò il ritiro della candidatura della Capitale, decisione poi formalizzata con una mozione approvata dal Consiglio comunale. Con quella scelta si chiuse automaticamente anche la prospettiva olimpica per Cagliari. L’allora sindaco Massimo Zedda, che aveva creduto nel progetto, espresse forte delusione per un’occasione che avrebbe potuto proiettare la città su uno scenario internazionale di primo piano. A distanza di quasi dieci anni, quell’episodio prova che l’idea di una Sardegna sede di eventi di altissimo livello internazionale non è soltanto una suggestione. Cagliari, almeno una volta, è stata davvero a pochi passi dai Giochi olimpici.