La direzione regionale del PD: “Unità campo largo ma aprire fase nuova”

“Nessuno strappo, scelte coerenti e responsabili
Silvio Lai

Difendere il campo largo, rivendicare responsabilità istituzionale e rilanciare una nuova fase politica a metà legislatura. È questo il messaggio ufficiale uscito dalla direzione regionale del Partito Democratico, che però, al di là delle formule politiche, lascia intravedere più di una crepa negli equilibri della maggioranza che governa la Regione. Nel documento approvato all’unanimità, il PD sostiene che l’assenza dalla giunta regionale non rappresenti uno strappo, bensì una scelta coerente e responsabile, motivata dal rispetto delle pronunce giurisdizionali e dalla necessità di garantire stabilità amministrativa. Una spiegazione che punta a raffreddare le polemiche delle ultime settimane, ma che difficilmente cancella la percezione di una coalizione attraversata da tensioni politiche e da rapporti tutt’altro che pacifici tra gli alleati.

Nessuna spartizione

Il partito respinge con decisione le accuse di aver agito secondo logiche di spartizione o rivendicazioni di potere, sostenendo che le questioni sollevate riguardassero esclusivamente metodo, competenza e correttezza giuridica. Tuttavia, proprio la necessità di ribadire questi principi sembra confermare quanto il tema degli equilibri interni resti centrale nel confronto politico regionale. Non a caso, uno dei passaggi più significativi del documento insiste sulla necessità di “reciprocità, confronto preventivo e piena collegialità nelle decisioni.” Un richiamo che appare meno come una dichiarazione di principio e più come un messaggio indirizzato agli alleati di governo, segno che la gestione della coalizione continua a rappresentare un nodo irrisolto.

Bilancio di metà mandato

Dopo due anni di legislatura, il PD propone l’avvio di una “fase nuova”, con un bilancio di metà mandato sui risultati raggiunti e su quelli ancora da conseguire nei prossimi tre anni. Tra le priorità indicate figurano enti locali, trasporti e continuità territoriale, lavoro e scuola, agricoltura, transizione ecologica e digitale, politiche abitative, giovani e innovazione, individuati come strumenti per contrastare quella che viene definita la “glaciazione demografica” dell’isola. Un elenco ampio e ambizioso, che però fotografa anche un’agenda ancora in larga parte da realizzare. Il documento guarda già alle prossime scadenze elettorali amministrative — da Tempio a Porto Torres, fino a Quartu e, nel 2027, Carbonia, Oristano e Olbia — invocando uniformità del campo progressista pur nel rispetto delle specificità locali. Anche in questo caso, il richiamo all’unità sembra tradire la consapevolezza di un fronte politico che fatica a trovare una sintesi stabile nei territori.

Laboratori democratici

Parallelamente, il PD annuncia il rafforzamento della campagna di ascolto avviata con i “laboratori democratici”, con l’obiettivo dichiarato di raccogliere le istanze su sanità, sviluppo, welfare e politiche giovanili. Un’iniziativa che punta a rilanciare il radicamento territoriale del partito, ma che arriva in un momento in cui il consenso verso le istituzioni regionali resta oggetto di discussione anche all’interno della stessa maggioranza Tra le priorità politiche immediate viene indicata la campagna referendaria, con l’impegno del PD a contribuire alla vittoria del “No” in Sardegna e a livello nazionale, considerata un passaggio utile anche per rafforzare le basi unitarie della coalizione.

prova
Condividi

Articoli correlati