
La Procura della Repubblica di Cagliari si è pronunciata: secondo l’ufficio inquirente, non sussistono le condizioni per far decadere Alessandra Todde dal suo incarico di consigliera regionale, e quindi di presidente della Regione. Una presa di posizione netta, destinata ad avere un peso rilevante nel procedimento avviato dopo l’ordinanza del Collegio Regionale di Garanzia Elettorale, che aveva indicato irregolarità nella gestione delle spese elettorali.
Per la Procura, la sanzione già comminata nei confronti della presidente – di natura pecuniaria – rappresenta una risposta sufficiente e proporzionata alla violazione contestata. Non ci sarebbero, quindi, margini per procedere con un provvedimento tanto radicale come la decadenza.
Il Tribunale di Cagliari il 22 maggio sarà chiamato a esprimersi in via definitiva, valutando le tesi contrapposte: da una parte, quella del Collegio che insiste sulla necessità di far rispettare le norme con rigore; dall’altra, quella della Procura, che punta su una lettura più restrittiva e prudente delle conseguenze sanzionatorie.
La vicenda, già diventata uno snodo istituzionale e politico di rilievo, potrebbe determinare un precedente importante per i rapporti tra organi di garanzia e magistratura ordinaria, in un contesto in cui anche i confini delle competenze sembrano sotto osservazione.
Per ora, Todde resta in carica. Ma lo scontro tra istituzioni è tutt’altro che chiuso.


