Cagliari sotterranea: un viaggio tra rifugi, cripte e memorie di guerra

Rifugio antiaereo, Istituto dei Salesiani

Cagliari è la seconda città più bombardata d’Italia, una storia di devastazione e resilienza nascosta sotto le sue strade, in cui si trova una rete di luoghi che raccontano secoli di storia.
Ci sono tre siti in particolare che raccontano capitoli importanti della storia della città: un rifugio antiaereo di proprietà dell’Istituto Salesiano, la cripta di Santa Restituta e l’area archeologica di Sant’Eulalia.

Il primo sito appartiene al quartiere di Stampace, uno dei quattro quartieri storici di Cagliari. Nato prima della Seconda guerra mondiale come passaggio tra le cave circostanti, è stato successivamente adattato, durante il conflitto, a rifugio antiaereo privato di proprietà dell’istituto religioso dei Salesiani. Gli ingressi non conducevano direttamente alla galleria, ma erano laterali. Questa scelta architettonica, comune nei rifugi costruiti durante la Seconda guerra mondiale, aveva una precisa funzione: proteggere i civili dalle onde d’urto. Un elemento tipico di questa strategia difensiva era il cosiddetto “muro paraschegge”, tra l’ingresso e l’area in cui si rifugiavano le persone.
Questo tipo di infrastrutture è visibile in modo particolarmente chiaro nella cripta di Santa Restituta. La storia di questo secondo sito affonda le radici nel periodo fenicio, punico-cartaginese e romano. Un elemento affascinante è l’iscrizione che testimonia il passaggio di Secchi Gaetano, che si rifugiò nella struttura nel 1942, prima dei bombardamenti del 1943, quasi presagendo ciò che sarebbe accaduto. Degno di nota anche l’affresco di San Giovanni Battista, risalente al 1100 circa, in cui il santo compie un gesto simbolico della Trinità.

L’area archeologica di Sant’Eulalia è stata scoperta casualmente negli anni ’90, in seguito a lavori di restauro per risolvere problemi di umidità nella sagrestia della chiesa. Gli scavi portarono alla luce il cosiddetto “pozzo rivelatore”, che svelò un’area archeologica di circa 950 metri quadrati, aperta al pubblico solamente dal 2008 dopo quasi vent’anni di lavori. L’area conserva testimonianze di epoca punica e soprattutto romana: tra i reperti si trovano i resti di un tempio punico e varie strutture che hanno permesso di arricchire la conoscenza della Cagliari sotterranea.
“In pochi sanno che Cagliari è stata la seconda città più bombardata in Italia e ha ricevuto una medaglia al valore. Questo è uno dei tour più gettonati tra quelli che offriamo, segno di quanto sia sentito e apprezzato da visitatori”, ha dichiarato Vanessa, una guida turistica di Sardinia magic experience.
Questi luoghi sotterranei permettono di scoprire un patrimonio nascosto di Cagliari, una delle città simbolo della Seconda guerra mondiale.

(Giulia Palomba)

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