
“Stop ai voli israeliani”. Tre consiglieri regionali del gruppo Uniti per Alessandra Todde hanno chiesto al Consiglio di amministrazione di Geasar, società che gestisce l’aeroporto di Olbia-Costa Smeralda, di cancellare i collegamenti charter da e per Israele già in programma.
La richiesta, formalizzata in una lettera datata 3 settembre e firmata da Sebastian Cocco, Valdo Di Nolfo e Giuseppe Frau, si appella alla «sensibilità e umanità» dei vertici della società. I consiglieri richiamano la mozione n. 51, approvata il 15 luglio dal Consiglio regionale, con cui la Sardegna ha sospeso ogni rapporto istituzionale, economico e di cooperazione con lo Stato di Israele fino alla cessazione delle violazioni dei diritti umani nella Striscia di Gaza.
Il documento parla di «pulizia etnica» condotta dal governo Netanyahu e cita un bilancio di oltre 60.000 morti e più di 120.000 feriti, con un numero impressionante di vittime tra i bambini. Una presa di posizione definita «di grande valore politico e morale» che, secondo i firmatari, non può restare senza conseguenze anche sul piano operativo.
I consiglieri riconoscono che la quota regionale in Geasar non consente di imporre scelte vincolanti al CdA, ma rivendicano la necessità di un atto autonomo di responsabilità: «Non si possono accogliere attività economiche e turistiche da un governo genocida che viola sistematicamente il diritto umanitario e le convenzioni internazionali».
La lettera richiama infine il ruolo storico e geografico della Sardegna come terra di accoglienza e dialogo nel Mediterraneo. Da qui la sollecitazione a un segnale concreto di coerenza. Al momento i voli charter con Israele restano confermati nei programmi dello scalo di Olbia.


