
La Regione approverà la prossima settimana la legge sul suicidio assistito. «Lo spero», dice Roberto Deriu, capogruppo del Pd e primo firmatario del provvedimento.
Il testo, già licenziato dalla commissione Sanità, renderà l’isola la seconda Regione italiana a dotarsi di una normativa completa sul fine vita. «Non è la Regione a stabilire il principio – spiega Deriu – perché questo è stato fissato dalla Corte costituzionale. Ma una volta riconosciuto il diritto a non soffrire quando non ci sono più cure possibili, è l’ente che deve provvedere a renderlo attuabile».
La legge introduce procedure e tempi certi: valutazione delle richieste entro venti giorni, istituzione di commissioni mediche multidisciplinari senza compensi aggiuntivi e gratuità del percorso all’interno del servizio sanitario regionale. Un impianto che, dice Deriu «serve a non lasciare soli i cittadini, le famiglie e i medici di fronte a decisioni tanto delicate».
Il consigliere dem insiste sull’importanza del confronto pubblico: «Vorrei che in aula ci fosse un dibattito serio e intenso come quello che abbiamo avuto in commissione. È stato un dibattito vero, non retorico, e spero che ciascuno ribadisca le proprie posizioni spiegandole, perché i cittadini devono poter capire e valutare. Su temi di questa natura nessuno ha la verità in tasca».
Il passaggio in aula, previsto per la prossima settimana, confermerà la Sardegna come la seconda regione italiana ad approvare una legge organica sul suicidio medicalmente assistito, dopo la Toscana che ha compiuto lo stesso passo la scorsa primavera.


