
In Sardegna ci sono 26mila lavoratori che non pagano tasse né contributi, operano senza iscrizioni e mettono in difficoltà migliaia di imprese regolari. È l’esercito dei “fantasmi” denunciato da Confartigianato, una concorrenza sleale che colpisce soprattutto l’artigianato. E naturalmente, il dato è parziale: la cifra indicata da Confartigianato comprende gli abusivi accertati, in realtà le stime sono da ritoccare abbondantemente verso l’alto.
Secondo l’analisi su dati Istat 2023, la lista è lunga: imbianchini, estetisti, muratori, idraulici, tassisti, meccanici, elettricisti, fotografi. In tutta Italia i “clandestini delle professioni” sono quasi 600mila, con Lombardia, Campania e Lazio ai primi posti.
Il settore edile è il più colpito: oltre nove imprese su dieci dichiarano di subire la concorrenza degli abusivi. Seguono il benessere con parrucchieri ed estetisti (87,6%), le riparazioni domestiche (83,6%) e l’idraulica (79,1%).
“È un fenomeno che danneggia economia e cittadini, oltre a mettere a rischio la sicurezza di chi si affida a operatori improvvisati”, avverte il presidente di Confartigianato Sardegna Giacomo Meloni.
L’associazione sollecita più controlli e norme stringenti. “Oggi – osserva il segretario Daniele Serra – artigiani e imprese devono fronteggiare concorrenti che lavorano nell’illegalità e sottraggono reddito a chi rispetta le regole”.


