
Oltre 8 ettari di mirto, 23 mila piante e un’idea chiara: trasformare un’eredità familiare in un progetto d’impresa moderno. A Castiadas, nel Sud-Est della Sardegna, Filippo Murru ha realizzato quella che oggi è considerata la più estesa piantagione di mirto d’Europa, nata da un intervento di miglioramento fondiario finanziato dal Psr regionale.
«Nel 2016 avevo 38 anni e ho deciso di rientrare in agricoltura – racconta –. Ho acquistato il terreno, iniziando con un ettaro e mezzo, poi grazie ai bandi del Pacchetto Giovani sono riuscito ad ampliare fino agli attuali dieci ettari complessivi, di cui oltre otto coltivati». L’impianto, completamente a subirrigazione interrata Netafim, consente di ridurre gli sprechi d’acqua e di ottimizzare la nutrizione delle piante.
Dal 2018 l’azienda produce distillati e liquori con il marchio Chervu, nome ispirato al cervo che popola i monti dei Sette Fratelli. «Di notte li vedo scendere in cerca d’acqua: sono parte di questo territorio, per questo ho voluto dedicare a loro il nome dell’azienda», spiega Murru. Che poi aggiunge, sorridendo: “Da queste parti ci sono più cervi che cristiani”
Le 23 mila piante di mirto, selezionate attraverso una micropropagazione di varietà autoctone, garantiscono una materia prima aromatica e produttiva. «Nel 2023 siamo arrivati a cinque referenze di liquori, inclusa una riserva. Ma la nostra prospettiva è più ampia: vogliamo diventare un punto di riferimento per l’intera filiera, fornendo bacche e foglie anche ad altre aziende sarde».
La produzione, destinata oggi soprattutto ai distillati, finirà per superare le 50 tonnellate l’anno. Parallelamente, Murru punta alla lavorazione di oli essenziali destinati ai settori cosmetico e farmaceutico: «Il mirto ha proprietà antisettiche e un profumo unico. È una pianta che può dare molto più del solo liquore».
Nel futuro immediato c’è l’apertura al turismo esperienziale. «Dal prossimo inverno voglio accogliere visitatori, raccontare il ciclo della pianta e la nostra storia. Il mirto è come i sardi: ultraresiliente. Sembra soffrire il caldo e la siccità, ma poi si rialza sempre».


