A spiegare il contenuto della mozione è stato Michele Cossa, responsabile insularità del partito. Il testo chiede l’introduzione di obblighi di servizio pubblico che includano esplicitamente il trasporto merci: capacità minima garantita di stiva tutto l’anno, certezza del viaggio per chi prenota, adeguamento dell’offerta nei periodi di picco stagionale e utilizzo di navi RO-RO dedicate, non in competizione con il traffico passeggeri. In cambio, sono previste compensazioni economiche pubbliche per gli armatori, oltre alla definizione di un costo massimo sostenibile del nolo e alla compensazione dell’impatto dell’ETS. Il capogruppo Umberto Ticca ha denunciato come il tema sia stato “per troppo tempo lasciato in un angolo”, nonostante ricada sull’intera filiera produttiva e finisca per pesare direttamente sui prezzi pagati dai cittadini. Un’urgenza resa ancora più evidente dall’entrata a regime del sistema ETS dal 1° gennaio 2026.
Il confronto con altri territori europei rafforza la richiesta. In Corsica, la Francia ha ottenuto dalla Commissione europea un regime di servizio pubblico da 853,6 milioni di euro in sette anni, includendo anche le merci. In Grecia, il sistema di compensazione dei costi insulari prevede rimborsi diretti a cittadini e imprese per un importo annuo compreso tra 70 e 150 milioni di euro. In Sardegna, invece, nei mesi estivi l’offerta marittima non cresce in modo adeguato mentre il traffico turistico sottrae spazio ai mezzi commerciali. Il risultato, denunciano i Riformatori, sono ritardi, cancellazioni e incertezza sugli imbarchi, con vettori che scoprono solo all’ultimo momento se potranno trasportare tutti o solo parte dei semirimorchi prenotati. Secondo Cossa, il sistema attuale equivale a una “tassa occulta” sul sistema produttivo regionale. A confermarlo è anche l’analisi tecnica di Massimiliano Manca, secondo cui l’ETS può arrivare a erodere fino al 25% del ricavo complessivo di un trasporto e, in alcuni casi, fino al 50% per le merci in uscita dall’Isola. Sul piano politico, il segretario regionale Aldo Salaris ha ribadito che «non si chiedono aiuti di Stato, ma l’attuazione di un diritto costituzionale», mentre Giuseppe Fasolino ha sottolineato l’approccio del partito: analisi, studi e proposte concrete. L’auspicio è che la mozione venga calendarizzata rapidamente e diventi la base per un cambio di passo nelle politiche sui collegamenti marittimi, a tutela dell’economia e dei cittadini sardi.