
“Bisogna garantire sia i livelli occupazionali che il patrimonio storico-culturale rappresentato dalla società Tiscali che ha portato il nome della Sardegna a livello europeo nel campo della tecnologia”. A chiederlo con forza il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia Paolo Truzzu: “Tiscali Italia S.p.A. in data 1 marzo accetta un’offerta vincolante per la valorizzazione del ramo d’azienda B2C e dei marchi Tiscali e Linkem con un’operazione di affitto iniziale e successivo acquisto dei rami aziendali che determinerà un significativo mutamento dello scenario aziendale. Tale procedura infatti porterà al licenziamento collettivo di 180 lavoratori su un organico di 729 dipendenti, adottando come unico criterio di individuazione la non opposizione al licenziamento”, spiega Fdi in una lunga nota dedicata all’azienda fondata da Renato Soru. “La Regione deve intervenire immediatamente affinché la società acquirente sia in grado di garantire risultati eccellenti e alta professionalità – dichiara Truzzu – la preoccupazione sulla nuova società è oggettiva in quanto nessuno è a conoscenza del nuovo piano industriale di sviluppo aziendale. Non vorremmo che l’unico obiettivo dei nuovi acquirenti sia la sola acquisizione della base clienti. La Regione non può voltarsi dall’altra parte, o si ritroverà altri 180 lavoratori disperati che con le loro famiglie, busseranno alle porte di via Roma senza, nostro malgrado, trovarle aperte”.