
Partita in salita fin dal primo respiro. Puoi prepararla nel migliore dei modi, studiare ogni dettaglio, ma quando incassi un gol dopo appena un minuto tutto cambia: gambe pesanti, testa che vacilla e inerzia che si sposta subito dalla parte degli avversari. È quanto accaduto al Cagliari contro un Napoli lanciato, reduce da tre vittorie consecutive e costruito per competere ai massimi livelli, in Italia e in Europa. L’uscita dalla Champions non ne ridimensiona il valore: la qualità dell’organico resta di un’altra categoria. Il match si mette subito sui binari peggiori per i rossoblù: McTominay trova il vantaggio dopo una sequenza caotica fatta di rimpalli, un liscio e una conclusione che beffa la difesa. Un “gollonzo”, ma pesantissimo. Eppure il Cagliari non si disunisce. Anzi, reagisce. E questo è forse l’aspetto più incoraggiante della serata. La squadra di Pisacane prova a rimettersi in carreggiata già nel primo tempo con Esposito, bravo a rubare palla a Olivera e a concludere di destro, sfiorando il palo.