
“Il coro storico della nostra curva ci ricorda che la gente come noi non molla mai.” E’ un vero e proprio appello all’orgoglio quello lanciato dal presidente della Dinamo Sassari, Stefano Sardara, nell’intervista rilasciata alla “Gazzetta dello Sport mentre la squadra vivec la stagione più difficile e il rischio concreto della retrocessione. “Come sardi siamo abituati alla pressione, dobbiamo solo vincere una partita in più: il calendario non è facile neanche per le altre. La squadra ha già fatto vedere cose eccellenti quando era serena, fino al k.o. di Treviso guardavamo i punti che mancavano dai playoff. Paghiamo gli errori di costruzione di un roster che ha talento ma non la personalità giusta: la qualità non manca, dobbiamo ritrovare fiducia nei nostri mezzi.”
E aggiunge: “Mi rende orgoglioso il fatto che in 16 anni di A, 15 con me, dopo Milano siamo il club che ha vinto di più, 6 trofei: uno scudetto, due coppe Italia, due Supercoppe e la Fiba Europe Cup. Non è banale, vincere porta sempre una crisi sistemica e al Sud ha spesso comportato la sparizione del club. Se non sei un magnate fai fatica, noi con i nostri alti e bassi siamo riusciti a mantenere la solidità finanziaria e sportiva. Da noi, con un budget più o meno sempre uguale, il costo del biglietto è rimasto quello di quando siamo saliti in Serie A: è parte del progetto comunitario. La nostra non è una vicinanza commerciale”, prsoegue il presidente citando ad esempio l’ormai mitica club house e il rapporto diretto con i tifosi, “ma un modo di essere, di vivere e di sentirsi: il problema è che stiamo tradendo un popolo che ci sta dietro e che fa i conti a fine mese per venire al palazzetto, non ce Io possiamo permettere.”


