Hantavirus, negato lo sbarco ai passeggeri della nave MV Hondius

Bassetti: rara trasmissione da uomo a uomo, ma il virus causa sindrome pericolosa
La nave MV Hondius

La grave situazione sanitaria legata all’epidemia di hantavirus a bordo della nave MV Hondius, in viaggio da Ushuaia (Argentina) a Capo Verde, continua a destare forte preoccupazione. L’imbarcazione si trova attualmente al largo delle coste dell’arcipelago africano. Nonostante il personale medico locale sia salito a bordo per verificare le condizioni dei passeggeri, non è stata ancora concessa l’autorizzazione allo sbarco né all’avvio dello screening sanitario. Nel frattempo, le autorità olandesi stanno tentando di organizzare il rimpatrio delle due persone contagiate. L’hantavirus è una malattia generalmente trasmessa dai roditori. L’infezione è stata confermata per il passeggero ricoverato in terapia intensiva a Johannesburg, mentre resta ancora da accertare il collegamento con i tre decessi avvenuti a bordo.

L’infettivologo

“La sindrome polmonare da hantavirus – ha spiegato su X l’infettivologo Matteo Bassetti – inizia come una sindrome influenzale e, in pochi giorni, può evolvere in un edema polmonare non cardiogeno. Gli hantavirus causano infezioni virali diffuse attraverso l’urina e le feci di topi e ratti”. Il contagio, precisa Bassetti, avviene principalmente tramite il contatto con roditori infetti o con le loro secrezioni (urine, feci, saliva). La trasmissione da uomo a uomo è invece rara “Questo virus può causare una sindrome polmonare (HPS), molto pericolosa, che provoca accumulo di liquidi nei polmoni e ipotensione, con esiti spesso fatali se non trattata tempestivamente. Può inoltre determinare una febbre emorragica con sindrome renale (HFRS), che nei casi più gravi può portare a insufficienza renale e morte in circa un terzo dei pazienti”. L’infezione da hantavirus presenta un tasso di mortalità che può arrivare fino al 50%. “Non esistono farmaci specifici né vaccini – conclude Bassetti – anche se in alcuni casi può essere utilizzata la ribavirina. Il trattamento resta prevalentemente di supporto.”

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