Energie rinnovabili, la Corte costituzionale: il Ministero non può ignorare la legge della Regione

Nuovo round davanti alla Consulta
Il palazzo della Consulta

La normativa regionale della Sardegna sulle aree idonee e non idonee agli impianti da fonti energetiche rinnovabili doveva essere applicata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza numero 88 depositata oggi, accogliendo i conflitti promossi dalla Regione Sardegna contro diversi decreti ministeriali relativi a valutazioni di impatto ambientale per impianti agrivoltaici nelle province di Oristano e Sassari. Con la legge regionale numero 20 del 2024 la Sardegna ha individuato le aree considerate idonee e quelle non idonee all’installazione di impianti FER, cioè da fonti energetiche rinnovabili. Secondo la Regione, il Ministero ha approvato i decreti di VIA senza tenere conto di tale normativa. Secondo il ministero la legge regionale è illegittima perché troppo restrittiva rispetto agli obiettivi nazionali ed europei di diffusione delle energie pulite. La Corte ha chiarito che la legge è fficace e applicabile finché la stessa Consulta non ne dichiari l’illegittimità costituzionale. Pertanto non può essere disapplicata e il ministero non poteva adottare i decreti contestati.

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