L’ANALISI. Quartu caput mundi: inizia con la giunta Milia l’affondo del Pd alla maggioranza regionale

Con Romina Mura i riformisti riprendono gli ex soriani. I riflessi delle elezioni politiche sugli assetti di Giunta
Giuseppe Meloni (Pd)

Iniziano a Quartu le prove tecniche per la nuova stagione del Pd. Ancora una volta sotto la direzione del segretario ombra, Antonello Cabras. Sarebbe suo il suggerimento di Romina Mura al di nuovo sindaco Graziano Milia, che le ha trovato un posto in giunta. Mura, ex sindaca di Sadali ed ex parlamentare, si era allontanata temporaneamente dalla casa riformista di Cabras per abbracciare nel 2024 la dottrina soriana. Il resto lo sappiamo: complice una legge elettorale che punisce oltremodo chi perde, a Soru e compagnia non è andato nemmeno un seggio. Ma il richiamo socialista e soprattutto l’antica amicizia di Romina e del marito, Nazareno Pacifico, proprio con Cabras è un collante più forte di ogni divisione. Ora il quadro è completo e con l’innesto del gruppo che sostenne Soru (che nel frattempo si è ritirato a vita privata, salvo lo scivolone di Sanluri) il Pd in Sardegna è ancora più solido e chiude i conti dentro la maggioranza regionale. Il primo punto da segnare sarà la nascita della società di gestione unica dei tre grandi aeroporti sardi, con la Regione azionista. Poi l’orologio della legislatura segnerà due anni e mezzo, tempo di cambi nelle presidenze delle commissioni. Ma un altro appuntamento è segnato dopo l’estate: la scelta delle candidature (in posizione eleggibile) per Camera e Senato. Una è per Francesca Ghirra, che proviene dal Campo progressista, pronto a federarsi (fondersi) col Pd. Un passaggio che segnerà la conferma blindata anche di Massimo Zedda a Cagliari e dell’assessore all’Agricoltura, Francesco Agus, uno dei brillanti della giunta Todde. Ma cosa accadrà se il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, e il vicepresidente della Giunta, Giuseppe Meloni, andranno a Roma? Lo scenario è complicato, con evidenti riflessi sulla Giunta Todde. Il sostituto di Comandini dentro il Pd potrebbe già esserci (nel ruolo è richiesta calma e autorevolezza). Ma per Meloni non c’è sostituto. Per ora. (red)

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