LA LETTERA. Ecco com’è davvero l’aeroporto fantasma di Tortolì

Disavventura di due piloti: meno di un’ora per atterrare, mangiare in spiaggia e ridecollare
L’aeroporto di Tortolì

La premessa: ormai in Italia (e non solo) il Volo da diporto e sportivo ha surclassato quello di Aviazione generale, soprattutto per una questione di costi, sia quelli di acquisto o noleggio di un aereo che quelli di gestione. Pertanto “l’ora di volo” è divenuta accessibile ad una fetta maggiore di appassionati che si possono così avvicinare a questo sport o hobby, a seconda di come lo si affronta.
In settimana un servizio al TG Regione Sardegna sul rilancio dell’aeroporto di Tortolì ci convince ad organizzare una navigazione da Castiadas verso appunto l’aeroporto ogliastrino: pianifichiamo la rotta, il giorno prima presentiamo il PPR (la richiesta di autorizzazione preventiva per poter atterrare) e attendiamo fiduciosi. Sentiamo al telefono anche un amico pilota di stanza a Tortolì, nella speranza di poterci incontrare.
Ma fino a poco prima del decollo previsto, nessuna risposta. Poi il miracolo: il pilota ogliastrino ci informa che non siamo stati autorizzati perché avevamo chiesto di poter ripartire dopo le 16. La il servizio antincendio è attivo solo fino alle 14.
Non perdiamo tempo, l’aereo è quasi pronto e da lì a poco decolliamo, destinazione Tortolì. Dopo poco più di mezzora di navigazione di fronte ad una costa meravigliosa in una giornata spettacolare, come la Sardegna sa offrire, siamo sull’aeroporto. Contatto radio, circuito e atterriamo. Il personale, professionale e disponibile, ci accoglie in maniera cordiale ma ci fa fermamente notare che dobbiamo ridecollare entro 55 minuti. Contavamo di avere un po’ di tempo a disposizione per pranzare a Tortolì ma ci adeguiamo e cerchiamo di raggiungere il ristorante sulla spiaggia, letteralmente affianco alla pista, ma più di un chilometro a piedi sotto il sole. Noleggi? Nulla, né auto né bici. Uno dei dipendenti dello scalo, ormai a fine turno si impietosisce e ci accompagna.

Personale cordialissimo ma non ci sono servizi, nemmeno un noleggio di bici

Arrivati chiediamo al ristoratore se è possibile mangiare qualcosa in tempi rapidi perché dobbiamo ripartire e ci prepara un tavolo davanti al mare. Due spaghetti e via. in aeroporto. Il ristoratore, sentite le nostre vicissitudini ci offre un passaggio e grazie ad un suo dipendente raggiungiamo l’aeroporto in tempo per ridecollare. Tutto a posto? Sì certo. Soprattutto grazie alla disponibilità delle persone che abbiamo incontrato. Ma è sconfortante pensare alle potenzialità della Sardegna che non vengono sfruttate: un aeroporto bello in una bellissima zona della Sardegna, uno scalo del tutto sotto utilizzato che potrebbe lavorare e generare economia tutto l’anno. (maurizio masala)

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