
“A proposito di Magnifica Humanitas: dignità umana, intelligenza artificiale e territori nell’enciclica di Leone XIV” è il titolo del confronto che si terrà giovedì 25 giugno, alle ore 18, nell’aula del Collegio universitario Sant’Efisio. All’incontro interverranno l’arcivescovo di Cagliari, monsignor Giuseppe Baturi, Andrea Bonaccorsi dell’Università di Pisa, il filosofo della scienza Silvano Tagliagambe, il costituzionalista Gianmario Demuro, Michele Kettmajer dell’Università Pontificia di Roma e Matteo Vinti della Facoltà Teologica della Sardegna. A moderare il dibattito saranno Nicola Pirina ed Emanuele Meconcelli. “Il Collegio universitario Sant’Efisio è il luogo giusto perché lì si formano i giovani, ed è ai giovani che questa enciclica parla più di tutti. Non è un caso che l’incontro nasca dal lavoro comune con don Emanuele Meconcelli, vicario giudiziale e direttore del Collegio. È sua l’idea di fare della riflessione sulla fragilità, presente nell’enciclica, l’ossatura della serata”, spiega Nicola Pirina, presidente di Sardegna 2050 e del CIS Sardegna e CEO di Kitzanos. “Quando la cura teologica incontra la visione strategica”, aggiunge, “nasce qualcosa che non è soltanto un convegno accademico né una semplice iniziativa pastorale”.
Secondo Pirina, nel 1891 Leone XIII, con la Rerum Novarum, affrontò le sfide della rivoluzione industriale affermando che la macchina non è neutrale, che l’organizzazione del lavoro è una questione morale e che un progresso che calpesta la persona non può essere considerato vero progresso. Centotrentacinque anni dopo, Leone XIV avrebbe scelto lo stesso giorno e lo stesso nome per indicare come la “cosa nuova” del nostro tempo abbia il volto degli algoritmi e dei dati. “Non si tratta di una semplice citazione, ma di una linea di continuità deliberata”, osserva. Il messaggio, secondo Pirina, è chiaro: brevetti, algoritmi, piattaforme, infrastrutture e dati non possono rimanere concentrati nelle mani di pochi, ma costituiscono, nel linguaggio della dottrina sociale della Chiesa, beni dalla destinazione universale.
L’incontro mette insieme prospettive differenti: quella del filosofo della scienza, per comprendere come cambia la nostra idea di conoscenza nell’era delle macchine; quella del costituzionalista, per capire dove finiscono i diritti e dove inizia la delega cieca a un sistema; quella dell’economista, per mettere in discussione l’idea che la tecnologia sia neutrale rispetto ai rapporti di potere. Il contributo dei teologi manterrà al centro la persona, vero protagonista del testo, mentre l’apporto di chi studia le architetture dell’intelligenza artificiale consentirà di evitare che il dibattito rimanga confinato a un livello puramente teorico.


