Ferrovie sarde, i Dem chiedono al governo Meloni un piano straordinario

Piano: è un diritto negato, Nuoro la più penalizzata
Treno regionale

Una rete ferroviaria ferma al secolo scorso, un’Isola esclusa dai grandi assi dell’alta velocità e un diritto alla mobilità che, per i sardi, resta un miraggio. È lo scenario che ha spinto il gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale a presentare la mozione 123, che chiede alla Giunta un impegno per ottenere dallo Stato una perequazione infrastrutturale. I consiglieri dem hanno presentato i numeri del gap sardo: su circa 600 km di rete, si registrano 0 km di linee elettrificate e una totale assenza di tratti ad Alta Velocità o Alta Capacità. Mentre nel resto d’Italia i treni sfrecciano tra i 160 e i 250 km/h, in Sardegna la velocità media oscilla tra i 60 e i 90 km/h, rendendo necessari oltre 210 minuti per coprire tratte come la Cagliari-Sassari o la Cagliari-Olbia. “La situazione attuale è di arretratezza, di un gap infrastrutturale importante – ha sottolineato il primo firmatario della mozione, Gigi Piano – chiediamo alla Giunta un impegno verso il governo per ottenere risorse che finora non sono arrivate. Dal Pnrr, su oltre 25 miliardi stanziati per l’Alta Velocità nazionale, alla Sardegna sono arrivati 0 euro”. Uno dei punti più critici toccati dalla mozione è l’isolamento di Nuoro, unico capoluogo di provincia in Italia a non essere collegato alla rete ferroviaria nazionale Rfi, ma servito solo da una linea regionale a scartamento ridotto.

prova
Condividi

Articoli correlati