Sardegna e Liguria, fronte comune contro l’ETS: “Rischia di penalizzare porti, turismo e occupazione”

Le proposte di Bagalà, Cossa e Bucci al convegno dei Riformatori
Il convegno sull’ETS promosso dai Riformatori sardi

Un fronte comune tra Sardegna e Liguria per contrastare gli effetti dell’ETS, il sistema europeo di tassazione delle emissioni che sta suscitando crescenti preoccupazioni nel mondo portuale e marittimo. È l’obiettivo emerso durante il convegno promosso dai Riformatori, dove si sono registrate prese di posizione autorevoli e una significativa apertura alla collaborazione tra le due regioni. Tra i più critici nei confronti della misura c’è il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, Domenico Bagalà, secondo cui il nuovo meccanismo rischia di rallentare le prospettive di crescita del porto canale di Cagliari, che nel 2025 ha registrato un incremento del traffico pari al 36%. “L’ETS incide moltissimo”, ha spiegato. “Una nave che arrivasse a Cagliari dall’India pagherebbe metà del 50 per cento dell’ETS nella prima parte del viaggio e l’altra metà nella seconda. Se invece scegliesse Tangeri, pagherebbe zero”. Da qui la proposta di prevedere almeno un’esenzione per le isole maggiori, al fine di evitare distorsioni della concorrenza e lo spostamento dei traffici verso porti extraeuropei.

Sulla stessa linea il sindaco di Sestu e esponente di spicco dei Riformatori Michele Cossa, che ha ricordato la proposta di legge nazionale presentata per attenuare gli effetti del sistema europeo di scambio delle quote di emissione. “Pensiamo a un tavolo congiunto con la Liguria”, ha sottolineato. La disponibilità della regione guidata da Marco Bucci è arrivata immediatamente. Il presidente ligure ha definito l’ETS “un problema per tutti”, contestando l’impatto di una tassa che, a suo giudizio, colpisce un settore strategico per l’economia mondiale. “Tutto lo shipping rappresenta l’85 per cento delle merci movimentate e il 100 per cento delle comunicazioni digitali attraverso i cavi sottomarini”, ha osservato Bucci. “Se chiudessimo tutti i porti e tutte le navi, nel giro di quindici giorni il mondo si fermerebbe”. Il governatore ligure ha inoltre evidenziato come il comparto navale contribuisca per una quota limitata alle emissioni globali di anidride carbonica e ha annunciato battaglia in sede europea. “Siamo totalmente contrari e faremo tutto il possibile perché questa decisione venga cambiata. Solo a Genova si parla di un impatto economico di circa 140 milioni di euro: non è uno scherzo”. Bucci ha poi richiamato le analogie tra Liguria e Sardegna, entrambe caratterizzate da una forte vocazione turistica e marittima. “Il turismo è una componente fondamentale e genera ricadute economiche e occupazionali importanti. Deve essere sostenuto e trasformato sempre più in un’esperienza moderna e di qualità. Più lavoriamo insieme e più possiamo creare sviluppo e occupazione nei nostri territori”.

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