Alemanno esce da Rebibbia e incontra Vannacci: si allarga il campo della destra

“Giorgia Meloni? Se vuole il cambiamento, sa dove trovarci”
Gianni Alemanno

Il carcere non ha scalfito la sua passione politica. Appena lasciato Rebibbia, Gianni Alemanno è tornato subito sulla scena pubblica e lo fa al fianco del generale Roberto Vannacci, che incontrerà questa sera a cena. Laureato in Ingegneria, Alemanno ha alle spalle una lunga carriera politica: segretario del Fronte della Gioventù, consigliere regionale, parlamentare nazionale ed europeo, ministro delle Politiche Agricole nei governi Berlusconi e sindaco di Roma. Dal 2017 al 2019 ha guidato il Movimento Nazionale per la Sovranità, successivamente confluito in Fratelli d’Italia, partito che ha lasciato nel 2022 per sostenere Italexit alle elezioni politiche. Nel 2023 ha fondato “Indipendenza!”, movimento poi confluito in Futuro e Libertà per l’Italia, la formazione politica promossa dal generale Vannacci.

“Non cerco candidature, offro la mia esperienza”

“Non cerco candidature, ha dichiarato ai cronisti all’uscita dal carcere, “ma metto la mia esperienza a disposizione del partito”. Per Alemanno, Vannacci rappresenta il volto nuovo e una delle principali speranze della politica italiana. Non manca un messaggio rivolto a Giorgia Meloni, alla quale l’ex sindaco di Roma rimprovera di aver trasformato le istanze sovraniste della destra in un approccio prevalentemente conservatore. “Se vuole parlare, può chiamare Vannacci. In Italia c’è bisogno di cambiamenti e, se Giorgia Meloni intende portarli avanti, sa dove trovarci. Decida lei cosa vuol fare”, afferma Alemanno. Alle battaglie di sempre, quelle della destra sociale, ora Alemanno ne aggiunge una nuova, dopo aver vissuto sulla propria pelle l’esperienza delle detenzione: “Quella contro il sovraffollamento delle carceri”.

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