A mezzanotte via i medici a gettone. E’ crisi sanitaria

Allarme per i pronto soccorso
Un’immagine simbolo della sanità “a gettone”

A mezzanotte termina il servizio dei medici a gettone in Sardegna. L’Isola piomba così in una condizione di crisi sanitaria, con i posti sguarniti in particolare nel settore dell’emergenza-urgenza. La presidente Todde precisa che il divieto di assunzioni dipende da una decisione presa a livello nazionale anche se in realtà non è un fatto improvviso né imprevedibile perché la legge che lo stabilisce risale a due anni fa. La presidente sostiene di avere un piano, basato su incentivi per la mobilità interna e afferma che sta monitorando la situazione. Al momento è esclusa un’assunzione per concorso o per chiamata degli stessi gettonisti perché vincolati da unA clausola di non concorrezza nei confronti della cooperativa. Circa mille sono quelli impiegati dalla Mst group, che fa capo al fondatore Matteo Zanella. La Sardegna per assicurarsi le loro prestazioni ha sborsato una cifra di 328 milioni di euro in due anni. Avremmo voluto chiedere all’amministratore Zanella se il diritto alla salute possa essere subordinato a clausole contrattuali che di fatto modificano il giuramento di Ippocrate, nella parte in cui recita: “Giuro di esercitare la medicina in autonomia di giudizio e responsabilità di comportamento contrastando ogni indebito condizionamento che limiti la libertà e l’indipendenza della professione”. Da mezzanotte non sarà così. Il patron della Mst, contattato, ha detto che non intende rilasciare dichiarazioni fino al 1 luglio.

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