Stintino rinnova l’amicizia con Camogli

Al museo delle tonnare l’incontro tra le due comunità
Stintino, Museo delle tonnare

“Le radici nel sale” è il titolo dell’iniziativa che venerdì 3 luglio, alle 18, al Museo delle Tonnare di Stintino, rappresenterà il primo passo per la costruzione di una rete culturale e istituzionale tra Stintino, Camogli e Ponza. L’obiettivo è valorizzare una storia comune nata sulle rive dell’Asinara e trasformarla in un motore di sviluppo turistico e culturale. L’appuntamento, intitolato “Stintino: una storia da raccontare”, rappresenta uno dei momenti centrali del progetto biennale 2026-2027 promosso dal Comune di Stintino e sostenuto dalla Fondazione di Sardegna. Recuperare e raccontare le origini del borgo, fondato nel 1885 dopo il trasferimento forzato di 45 famiglie dall’Asinara in seguito all’istituzione del lazzaretto e della colonia penale sull’isola è il filo rosso che guiderà l’evento. Una comunità nata dall’incontro tra culture marinare diverse: i pescatori liguri provenienti da Camogli, giunti all’Asinara alla fine del Settecento, e le famiglie di Ponza, insediatesi nel 1814. Un patrimonio storico e antropologico che gli organizzatori definiscono un autentico “meticciato della cultura del mare”, destinato oggi a diventare il filo conduttore di un nuovo progetto di valorizzazione territoriale. Ad aprire l’incontro sarà la sindaca di Stintino, Rita Vallebella, mentre uno dei momenti più significativi sarà il collegamento video con il sindaco di Camogli, Giovanni Anelli, che sancirà l’avvio di una collaborazione tra le due amministrazioni. Il percorso punta anche alla nascita di un partenariato tra il Museo delle Tonnare di Stintino e il Civico Museo Marinaro “Gio Bono Ferrari” di Camogli, con l’obiettivo di condividere documenti, ricerche e iniziative culturali.

“Vicenda unica nel Mediterraneo”

Il coordinatore tecnico del progetto, Tommaso Sussarello, illustrerà le prospettive del piano 2026-2027. Il primo anno sarà dedicato al consolidamento dei rapporti istituzionali, mentre nel 2027 prenderanno il via le attività operative, tra cui laboratori dedicati al recupero delle antiche ricette nate dall’incontro tra le tradizioni culinarie di Sardegna, Liguria e Ponza, oltre a scambi culturali finalizzati alla costruzione della “Destinazione Stintino” come meta del turismo delle radici. “L’identità di Stintino è un mosaico rappresentativo del Mediterraneo, sottolinea Sussarello. “Vogliamo trasformare la ricerca storica e antropologica in un’esperienza concreta, capace di far conoscere ai visitatori questa storia anche attraverso i sapori e la gastronomia, facendo della memoria un elemento di attrazione turistica durante tutto l’anno”. La serata ospiterà inoltre diversi contributi scientifici. “La nostra storia con Camogli nasce nelle acque dell’Asinara”, afferma la sindaca Rita Vallebella . “Dopo la diaspora del 1885 vogliamo trasformare quella ferita in una straordinaria opportunità di crescita culturale e turistica, valorizzando una vicenda unica nel Mediterraneo e rafforzando il legame con le comunità che condividono le nostre origini”.

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