Cgil: “L’industria del Cagliaritano è a rischio”

Appello al Governo per Sanac, Bekaert e Fluorsid
Lo stabilimento Sanac

Tre vertenze aperte, centinaia di posti di lavoro a rischio e la richiesta di un piano straordinario per il rilancio dell’area industriale di Macchiareddu. È questo il messaggio lanciato dalla Cgil, che questa mattina ha organizzato un presidio davanti agli stabilimenti della Sanac e della Bekaert per richiamare l’attenzione sulle difficoltà che attraversano alcune delle principali realtà produttive del territorio. Il sindacato annuncia che la mobilitazione non si fermerà finché non saranno individuate soluzioni concrete per garantire un futuro alle aziende e ai lavoratori. Oltre alle vertenze già aperte di Sanac e Bekaert, nelle ultime settimane si è aggiunta anche quella della Fluorsid, dopo le due lettere di licenziamento recapitate dall’azienda senza, denuncia la Cgil, l’avvio di un confronto preventivo con le organizzazioni sindacali. Una situazione che il sindacato collega anche alle conseguenze economiche provocate dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. “Chiediamo che la vertenza venga trasferita al Ministero delle Imprese e del Made in Italy”, ha spiegato la segretaria della Cgil di Cagliari, Simona Fanzecco, “ma soprattutto che venga avviato il percorso per un accordo quadro di rilancio dell’area industriale, in stretta connessione con il Porto Canale. La Sardegna non può rinunciare all’industria: turismo e servizi da soli non sono in grado di garantire la sostenibilità economica dell’isola”. La dirigente sindacale ha annunciato anche una prossima convocazione da parte dell’assessorato regionale dell’Industria, dalla quale la Cgil si aspetta indicazioni concrete sul futuro del comparto.

Le preoccupazioni per Sanac e Bekaert

Particolarmente delicata la situazione della Sanac, azienda che da sette anni è in amministrazione straordinaria. Secondo la Cgil, il bando unico predisposto dal Governo non garantirebbe il mantenimento dei 55 lavoratori diretti e dei circa 30 occupati nell’indotto. Il timore è che lo stabilimento di Macchiareddu cambi radicalmente funzione: mentre negli altri impianti italiani proseguirebbe la produzione di mattoni refrattari, in Sardegna il sito potrebbe essere destinato esclusivamente ad attività logistiche. Anche per la Bekaert le prospettive destano preoccupazione. Sul tavolo ci sarebbero tre possibili acquirenti, ma, secondo il sindacato, nessuno manterrebbe la produzione dello steel cord, il cavo d’acciaio destinato al settore degli pneumatici. Uno scenario che rischierebbe di disperdere competenze professionali e investimenti costruiti negli anni.

“Serve una politica industriale”

Dal presidio è intervenuto anche il segretario nazionale della Cgil, Gino Giove, che ha chiesto un cambio di passo nelle politiche industriali del Paese. “Serve un’azione di sistema che coinvolga tutte le istituzioni e le parti sociali. Difendere l’industria significa difendere il territorio. Il problema è che in Italia manca una vera politica industriale: i tavoli di crisi aumentano e le grandi vertenze continuano a rimanere senza soluzione”. Per la Cgil, la crisi che investe Sanac, Bekaert e Fluorsid non rappresenta soltanto un problema occupazionale, ma mette in discussione il futuro produttivo dell’intero polo industriale di Macchiareddu, uno dei principali insediamenti manifatturieri della Sardegna. Da qui la richiesta di un intervento coordinato tra Governo, Regione e parti sociali per evitare un ulteriore ridimensionamento del tessuto industriale dell’area metropolitana di Cagliari.

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