
Partiamo dalla fine: il Fornaio della Sardegna sta per diventare “vicino di casa” del Papa, con un locale a pochi passi dalla Basilica di San Pietro. Leone sentirà arrivare il profumo del pane fresco ma anche delle pardule degli amaretti. Sarà il secondo punto vendita a Roma, che si aggiungerà a quello aperto da anni in piazza di Spagna e agli altri otto in Sardegna. Come sono arrivati fin lì è una storia lunga settant’anni, che parte con il padre, Luigi Piras. Il suo è anche il nome della ditta. “Sono di seconda generazione”, racconta Tomaso, il titolare “Mio padre cominciò nel 1956 a Villacidro come aiuto panettiere e da allora abbiamo messo le mani in pasta senza toglierle più. Ancora oggi a 84 anni viene a sforbiciare il coccoi e a lavorare il lievito. Chiediamo consigli perché ha una memoria di ferro continua a metterci in ordine”. Vent’anni fa il figlio decide di portare a Cagliari, all’angolo tra via Carloforte e via Mameli, il gusto di pane, pizze e dolci tradizionali. Il nuovo format nasce con il passaggio nel rione Marina dove si aggiunge la possibilità di consumare sul posto anche a colazione e l’aperitivo, magari con la loro specialità: il mirto-spritz.
E’ proprio il mirto a condurli a Roma: quello dei panettoni che, nella veste di fornitori, fanno arrivare nei banconi di numerosi esercizi della capitale. Uno dei loro clienti, un sardo, chiude l’attività ma vorrebbe che rimanesse aperto un angolo dell’Isola tra via del Corso e piazza di Spagna. Così prendono il coraggio a quattro mani e in via delle Carrozze apre il Fornaio della Sardegna. Produzione sul posto, a vista, a stretto contatto con il cliente. Romani e turisti apprezzano e affollano i locale anche per pranzo, per l’aperitivo e per colazione. Il successo è tale che già stanno attirando nuovi investitori. Il Fornaio cresce, si rinnova, ma resterà sempre fedele alla tradizione di babbo Luigi. (a.s.)