
Trasformare la Sardegna nel punto di riferimento italiano ed europeo per la raffinazione e il riciclo delle terre rare e delle materie prime critiche. La proposta è contenuta nella mozione presentata dal gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, illustrata oggi nel corso di una conferenza stampa a Cagliari. Il documento, sottoscritto dal capogruppo Paolo Truzzu e dagli altri consiglieri regionali di FdI, impegna la presidente della Regione Alessandra Todde e la Giunta a candidare formalmente la Sardegna come sede del Polo nazionale per la raffinazione e il riciclo delle materie prime critiche, avanzando la proposta al Governo e al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Secondo i promotori, il progetto potrebbe creare tra i 3 mila e gli 8 mila posti di lavoro, tra occupazione diretta e indotto, nell’arco di dieci anni, favorendo lo sviluppo di comparti ad alto contenuto tecnologico come l’aerospazio, la difesa e la mobilità elettrica. La mozione individua nel Sulcis Iglesiente e nel polo industriale di Portovesme gli asset strategici su cui costruire il progetto. In particolare, il complesso metallurgico di Portovesme viene indicato come una struttura già dotata di infrastrutture riconvertibili per la raffinazione delle materie prime critiche, in linea con gli indirizzi già espressi dal ministro Adolfo Urso. “Si tratta di costruire una vera politica industriale capace di rilanciare l’economia dell’isola”, sostengono i consiglieri di Fratelli d’Italia, che rivolgono un appello alla presidente Todde affinché sostenga la candidatura della Sardegna e colga quella che definiscono un’importante opportunità di sviluppo, anche alla luce delle recenti aperture del ministro Urso sul ruolo strategico di Portovesme nel settore delle materie prime critiche.


