Tirocini regionali 2026: “svalutato” chi non ha un titolo post lauream

L’impegno professionale richiesto di 120 ore mensili è uguale per tutti i tirocinanti, cambia l’ammontare dell’indennità
Cappuccini di barista professionale

Nuove opportunità sul fronte dei tirocini regionali per i disoccupati residenti in Sardegna, di età compresa tra i 18 e i 34 anni, ma con una “amara sorpresa”. Dal 1° settembre 2026 sarà infatti possibile presentare le richieste di attivazione dei tirocini extracurriculari del Piano NEWGENS 2025-2029, promosso dalla Regione Sardegna e dall’Aspal, che prevede la corresponsione al tirocinante di un’indennità mensile di 1.000 euro (sino a 6 mesi) soltanto se in possesso di un titolo di studio post-laurea (master, dottorati ecc.); se non si possiede questo titolo, il tirocinante riceverà 500 euro al mese.

Il nuovo avviso “svilisce” di fatto le 120 ore di impegno mensili richieste ai tirocinanti che sentendosi predisposti a intraprendere un’arte o mestiere per il quale non necessariamente il titolo di studio di laurea o post lauream debba essere obbligatorio, si prestano a mettersi “a disposizione” di un’azienda ospitante con professionalità collaborando, attraverso il tirocinio, alla produttività dell’attività aziendale medesima. Stesso discorso, in linea di principio, vale per l’impegno di 120 ore dei tirocinanti laureati. Pensiamo al percorso di tirocinio come baristi, camerieri, pasticceri, calzolai, operai specializzati, commessi, educatrici, addetti alle vendite, amministrativi ecc.., considerando disoccupati con o senza laurea. Pensiamo al peso dei lavori di tirocinio che richiedono un alto sforzo fisico e mentale a cui devono rispondere tutti i tirocinanti, in particolare coloro che svolgono attività risapute umanamente come gravose e non riconosciute come tali dalla legge, siano essi col pezzo di carta del post lauream o più frequentemente, senza.

La distinzione tra le due tipologie di tirocinio nell’avviso pubblico si basa sul fatto che i tirocini extracurriculari che prevedono l’indennità da 500 euro “sono finalizzati a favorire l’acquisizione di competenze e conoscenze tecniche e trasversali”, mentre i tirocini extracurriculari High Competence (ad alta qualificazione) per cui è assegnata una indennità da 1000 euro, “sono finalizzati a potenziare competenze specialistiche e favorire l’innovazione delle imprese, all’interno di contesti aziendali in grado di garantire un affiancamento di alto profilo e competenze coerenti con il percorso post-lauream”.

Sarebbe più giusto affermare che un affiancamento inteso in questo senso in una azienda dovrebbe prevedere l’inserimento diretto nell’impresa del disoccupato con un contratto che preveda al massimo un mese di prova e con contributi pensionistici inclusi.

Ma quanti alti profili col post lauream hanno piacere di andare al bar a farsi fare la colazione dal barista professionalmente qualificato nei cappuccini o farsi servire dal cameriere professionale in ristorante? Il nuovo Avviso dei tirocini regionali merita senz’altro una riflessione e la reintroduzione del concetto di “dignità e rispetto” delle professioni, arti e mestieri, rivisitando l’indennità e riconoscendo l’equa indennità di 1.000 euro a tutti i tirocinanti, con o senza post lauream, perchè tutti contribuiscono ad affiancare l’attività di una azienda o ente, rendendosi parte attiva del processo produttivo in una esperienza per loro stessi costruttiva.

Elisabetta Caredda

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