
“Non siamo la stampella di una maggioranza che fatica a reggersi in piedi e a stare dietro a una presidente che ha in testa troppe cose, compresi i problemi del suo partito. Abbiamo dato il nostro apporto leale per evitare che diventasse legge un provvedimento, la 45/A sulle aree idonee, a dir poco imbarazzante. I nostri correttivi forse serviranno a migliorarla un po’ ma deve essere chiaro che non abbiamo cambiato idea: questa non è e non sarà la nostra legge”.
Parla a futura memoria Umberto Ticca, capogruppo dei Riformatori, dialogante per natura. “Ci è stato chiesto dal centrosinistra di evitare ostruzionismo sul disegno di legge delle aree idonee. Lo abbiamo fatto portando quattro punti che sono il minimo irrinunciabile per arrivare in pochi giorni a una legge che non consegni la Sardegna al far west energetico”.
Dunque, la nuova legge sarà anche figlia vostra…
“I figli hanno di solito babbi e mamme certi. Non eravamo in quel consesso e non è questa la legge dell’opposizione. Si è creata una frattura tra le istituzioni e i 210 mila sardi che hanno firmato una proposta popolare. Per convinzione personale e per appartenenza a un partito che ha questa tradizione ho sempre sostenuto che la Pratobello dovesse essere discussa e non esclusa dal dibattito. E comunque la brutta legge Todde che verrà almeno avrà, grazie a noi. un chiaro riferimento allo Statuto come fonte della potestà urbanistica della Regione”. (red)