
Decine di imprese della filiera agroalimentare sarda, unite sotto la sigla “Ambasciatori di Sardegna”, chiedono con una nota alla Regione di passare dalle dichiarazioni ai fatti: misurare il costo dell’insularità e ottenere le risorse necessarie a compensare il divario competitivo.
Dopo gli incontri dei mesi scorsi, ecco che le imprese ritornano alla carica: “Dall’agricoltura alla trasformazione, dalla distribuzione ai trasporti e alla logistica, per la prima volta decine di imprese sarde hanno deciso di parlare con una sola voce. Perché il costo dell’insularità attraversa l’intera filiera: nasce negli approvvigionamenti, cresce nei trasporti e finisce inevitabilmente per pesare sulla competitività delle aziende e sul prezzo dei prodotti. Oggi non è più soltanto una denuncia delle imprese. OCSE e Commissione europea riconoscono l’esistenza di un costo strutturale dell’insularità. La nuova EU Strategy for Islands, richiamando le evidenze OCSE, afferma che per la Sardegna tale costo può arrivare fino al 36% del PIL pro capite.
Dopo l’incontro con la Presidente della Regione avevamo chiesto di avviare un percorso concreto per misurare il gap che grava sulle imprese sarde. Da allora non abbiamo avuto notizia di iniziative operative.
Nel frattempo la situazione si è aggravata: caro carburante, costi della logistica e oneri connessi all’ETS si aggiungono a un differenziale di trasporto già strutturale. La Commissione europea riconosce espressamente che maggiori costi di trasporto, logistica frammentata e limitate alternative intermodali frenano lo sviluppo delle economie insulari.
Non chiediamo privilegi. Chiediamo di competere ad armi pari”.
Poi la nota prosegue: “Gli Ambasciatori di Sardegna chiedono alla Regione di aprire immediatamente un “Dossier Sardegna”, coinvolgendo imprese, università e competenze tecniche, per quantificare il costo effettivo dell’insularità sull’intera filiera produttiva e costruire, su dati verificabili, la richiesta allo Stato e all’Unione europea di risorse, investimenti e meccanismi compensativi. Non c’è più tempo da perdere. Chiediamo alla Presidente della Regione atti concreti e tempi certi. In assenza di risposte, gli Ambasciatori di Sardegna proporranno all’intero sistema produttivo dell’Isola una mobilitazione comune e serie iniziative di protesta. Perché essere un’isola è un dato geografico. Pagare ogni giorno una tassa sull’insularità non può essere il destino delle imprese sarde”.


