
L’Anci e l’Unione delle province ritengono che sia necessaria “una revisione organica della legge del 1988 che disciplina il lavoro delle compagnie barracellari, dotate di funzioni pubblicistiche e basate sul volontariato”. Lo hanno detto Daniela Falconi (presidente Anci), Francesco Spiga (presidente del Consiglio regionale Anci) e Gianluigi Loru (vicepresidente Unione province) nel corso dell’audizione in commissione Prima sulla proposta di legge 227 a firma di Ciusa (Cinque stelle) e Deriu (Pd), uno schema di riforma legislativa che va a impattare sul mondo dei barracelli sardi, con circa 6 mila volontari e oltre 160 compagnie.
Ma per gli esponenti dei sindaci e degli enti locali, “nella proposta 227 scompare il riferimento al principio del volontariato e la compagnia diventa organo sussidiario di polizia locale rurale”. Da qui le domande: “Quale sarà il rapporto tra il barracello e il Comune? Quali saranno le responsabilità dei sindaci davanti al nuovo modello? E quanto costerà a regime la riforma, soprattutto per i piccoli Comuni?”.
Falconi ha chiesto al “parlamentino” una profonda riflessione su questi spunti e si è impegnata a inviare entro martedì prossimo alcune proposte di emendamento. Soddisfatto Corrias: “I barracelli sono un’istituzione peculiare della Sardegna, che intendiamo valorizzare. Se la commissione sarà capace di fare un buon lavoro nella riforma di un settore che fa davvero parte dell’identità più profonda della Sardegna, allora il percorso in Aula sarà facilitato”.


