San Francesco non fa miracoli, ora Grillo spara su Todde

Nel blog del fondatore dei Cinque stelle un attacco frontale sui costi dei consulenti della Presidente

Beppe Grillo

Beppe Grillo torna all’attacco del Movimento 5 Stelle e questa volta punta il dito contro la Giunta sarda guidata da Alessandra Todde. Nel giorno del diciassettesimo anniversario della fondazione del M5S, l’ex leader contesta la distanza tra i principi delle origini e le scelte di chi oggi governa la Regione. Grillo ricorda che il 4 ottobre è la data di nascita del Movimento e la festa di San Francesco d’Assisi e richiama i valori di fraternità, umiltà e povertà che, ricorda, avevano ispirato il progetto politico: il servizio nelle istituzioni per migliorare la vita dei cittadini, anziché perseguire l’arricchimento personale. La Sardegna diventa, nel suo ragionamento, il simbolo di una gestione del potere lontana anni luce dallo spirito delle origini.
L’esempio è la norma approvata nel 2021 durante la presidenza di Christian Solinas, ribattezzata dalle opposizioni “legge poltronificio” per la possibilità di ampliare gli incarichi fiduciari. Grillo ricorda che M5S e Pd l’avevano duramente contestata, denunciando maggiori spese per almeno sei milioni di euro e sostenendo che quelle risorse sarebbero state sottratte alla sanità, alle famiglie e allo sviluppo dell’Isola. Una volta arrivati al governo, osserva il fondatore, i pentastellati avrebbero dovuto mettere la sua abolizione al primo posto. Invece, accusa, hanno utilizzato proprio lo strumento contro il quale si erano battuti: “È stata effettivamente abolita questa norma? No, è stata sfruttata. Proprio da chi la voleva abolire”.

Per sostenere la sua tesi Grillo passa in rassegna alcuni incarichi della nuova Giunta, citando contratti e compensi che indica come pubblicati sul sito istituzionale della Regione. Tra i nomi compare Jacopo Gasparetti, classe 1996, che nel curriculum richiamato dal post si presenta come laureando in Scienze politiche e Relazioni internazionali. Secondo i dati riportati da Grillo, il suo contratto, dal 30 aprile 2024 al 25 febbraio 2029, prevede un importo lordo complessivo di 592.591,41 euro. La stessa cifra viene indicata per l’ex senatrice Mariassunta Matrisciano: circa 10.217 euro lordi al mese su cinquantotto mesi. Grillo confronta questo importo con l’indennità lorda dei senatori, evidenziando una differenza di appena 168 euro mensili. Il post cita anche Luca Caschili, al quale attribuisce compensi lordi per 39.691,59 euro nel primo trimestre del 2026, e Cinzia Pilo, già candidata alle elezioni europee, per un importo lordo di 38.435,60 euro nel primo semestre dello stesso anno.

Grillo precisa che le somme sono perfettamente lecite e soggette a tassazione. La sua contestazione riguarda la coerenza politica: perché mantenere e utilizzare un sistema di incarichi che, dall’opposizione, era stato presentato come uno spreco? Secondo il fondatore, i consulenti e collaboratori esterni sarebbero complessivamente circa un centinaio, con compensi diversi tra loro. Una presenza che mette a confronto con il personale già in servizio nella Regione. Nel post Grillo sintetizza i concetti con una frase “Oggi è il 4 Ottobre. E va tutto bene”. Un ritornello ironico con cui Grillo accompagna l’accusa al Movimento: aver lasciato sullo sfondo i valori delle origini proprio mentre ne celebra l’anniversario.Finora gli attacchi sono partiti solo dall’opposizione mentre ora il fuoco è amico, anche se da tempo l’amicizia tra Grillo e Conte è finita. Questo volo di stracci lascia pensare che Grillo sarà presente in qualche modo alle prossime competizioni politiche.

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