
Ha iniziato come hobbista ma il futuro è un’ipotesi. Intanto spopolano a Nuoro (e dalla Barbagia contagiano allegramente il resto della Sardegna) le magliette e le felpe di Anna Grazia Farina Corraine, 27 anni, alias @lecre.azionidinannarella per chi la segue su instagram. E una ragione di tanto successo c’è: ogni scritta è un modo di dire in nuorese. Anche crudo, anche un’imprecazione, voce del verbo irrocare. Da s’ocru puntu a sas barras chi ti che falen fino ad arrivare all’inossidabile mantene s’odiu molto poco cristiano ma molto molto vero. Tradurre ai non sardoparlanti non è facile, servirebbe un corso avanzato al centro della Sardegna e non basta un week end intensivo dalle parti di Grazia Deledda per prendere il diploma. Nannarella, aiutata dalle zie che se la ridono, porta avanti questa bella bottega creativa. Racconta qualcosa di sè: “Sono figlia id allevatori, ho iniziato a parlare italiano in prima elementare. La mia lingua è il sardo e in sardo penso. E queste mie creazioni sono un modo per preservare l’ìdentità e la cultura del popolo sardo”. E’ un hobby, certo. Ma piano piano assomiglia sempre più a una piccola industria. Anna Grazia ci ride sù e da buona nuorese non spreca parole. E mudu. (c.c.)