
Nel cuore di corso Garibaldi, dietro le porte del Caffè Tettamanzi, prosegue un restauro che accende la curiosità e il desiderio di rivedere uno dei luoghi più affascinanti della città.
Come appariranno le sue sale? Quali dettagli torneranno alla luce? L’attesa per il risultato dei lavori si accompagna alla voglia di ritrovare un luogo che, per generazioni, è stato parte della vita e della memoria collettiva di Nuoro.
Il Tettamanzi, di proprietà della famiglia Murgia – Tidore, custodisce un fascino difficile da replicare. Quello degli ambienti eleganti, delle conversazioni che hanno attraversato epoche diverse, di un caffè che ha saputo diventare un punto di riferimento. Tra i suoi tavolini, il piacere dell’incontro si intrecciava con l’arte, la letteratura e il fermento intellettuale di una città capace di esprimere personalità straordinarie.
La storia comincia nel 1875, quando Antonio Tettamanzi, ebanista piemontese arrivato a Nuoro per realizzare il coro ligneo della cattedrale, decide di stabilirsi in città e aprire il locale destinato a portare il suo nome. Lo frequentano, tra gli altri, il poeta Sebastiano Satta e il pittore Antonio Ballero. Le sue atmosfere trovano spazio anche nelle pagine di Grazia Deledda e Salvatore Satta, contribuendo a consegnare alla letteratura il ritratto di una Nuoro colta, vivace e profondamente legata alla propria identità.
Oggi, a 151 anni dalla fondazione, lo storico caffè si prepara a un nuovo capitolo. Il restauro conservativo promosso dalla famiglia Murgia, proprietaria dell’immobile, punta a recuperare l’autenticità degli ambienti, riportando alla luce antichi archi in granito, decorazioni e cromie originarie, insieme agli specchi che hanno contribuito a renderlo uno dei locali più affascinanti della città. Un patrimonio riconosciuto dal ministero della Cultura nel 2017 e inserito, l’anno successivo, tra i locali storici d’Italia. Un prestigio che racconta quanto il Tettamanzi rappresenti anche oltre i confini di Nuoro.
Il progetto guarda anche al futuro. La prospettiva annunciata è quella di una gestione affidata a giovani nuoresi, con l’ambizione di restituire al Tettamanzi la sua vocazione originaria: essere un luogo di incontro, cultura e convivialità, aperto a una città che nel frattempo è profondamente cambiata.
Ed è proprio qui che il recupero assume un significato particolare. Il valore del Tettamanzi risiede nella sua bellezza architettonica, ma anche nella possibilità di riportare nel cuore di Nuoro uno spazio capace di animare la vita cittadina. Un luogo in cui la memoria possa dialogare con il presente, ritrovando una funzione viva e riconoscibile.
Intanto, lungo corso Garibaldi, i lavori continuano. Resta la curiosità di scoprire il risultato del restauro e quella comprensibile impazienza di rivedere finalmente aperte le porte, tornare ad ammirare gli ambienti e sedersi nuovamente ai tavolini di uno dei caffè più ricchi di storia della Sardegna. Il Tettamanzi ha già attraversato 151 anni di storia. Ora Nuoro aspetta di ritrovarlo. E soprattutto, di tornare a viverlo. (Elena Carta)