
La musica di Piero Marras continua a generare incontri, scoprire talenti e aprire nuove strade. A Bitti, il Campus di Energia Creativa ha celebrato la sua sesta edizione, confermando la vitalità di un progetto che mette in dialogo artisti affermati e nuove generazioni. Tre giornate nelle quali l’esperienza del cantautore sardo si è intrecciata con quella di giovani musicisti, autori e interpreti, dando vita a un laboratorio di idee e sperimentazione. Un appuntamento che, anno dopo anno, racconta una Sardegna musicale capace di rinnovarsi senza smarrire il legame con le proprie radici. Dal 15 al 17 ottobre, Bitti ha accolto compositori, interpreti, produttori e fonici per un programma di laboratori, incontri e momenti di condivisione. Un ambiente creativo nel quale le competenze si confrontano, le idee prendono forma e linguaggi differenti trovano occasioni di dialogo. È questa la forza dell’intuizione di Piero Marras, protagonista della musica d’autore sarda, che sceglie di condividere il proprio patrimonio artistico con chi sta costruendo un percorso personale. Un confronto tra generazioni che riconosce il valore della tradizione senza trasformarla in un modello da imitare, incoraggiando la ricerca di nuove sensibilità e forme espressive.
Tra i momenti più suggestivi di questa edizione, il concerto all’alba ai piedi di Punta sa Donna, a circa 900 metri di altitudine. Mentre le prime luci illuminavano il paesaggio, le voci e gli strumenti degli artisti hanno accompagnato il risveglio della montagna. Con loro Piero Marras, in un’esibizione collettiva nella quale la musica ha incontrato la bellezza silenziosa della natura, regalando uno dei momenti più intensi del Campus.
Il valore dell’iniziativa si misura anche oltre il palcoscenico. In una Sardegna ricca di tradizioni musicali e giovani talenti, creare occasioni di formazione e confronto significa investire nella crescita artistica, favorendo collaborazioni e percorsi professionali che possono svilupparsi ben oltre le giornate del Campus.
Bitti, con la sua storia e il suo patrimonio culturale, si conferma un luogo capace di accogliere e alimentare questa esperienza. Un paese dell’interno dell’Isola che diventa spazio di produzione artistica e sperimentazione, dimostrando come la vitalità culturale possa esprimersi con forza anche lontano dai grandi centri. (Elena Carta)


