Poetto, Secchi: “La Giunta rispetti gli impegni con gli operatori gastronomici”

Il consigliere solleva il caso degli spostamenti notturni e dei canoni elevati
Ferdinando Secchi

Molti cagliaritani, soprattutto i più affezionati, li chiamano in modo irriverente “caddozzoni” ma i camion-bar del Poetto di Cagliari sono un punto di ritrovo identitario della città, ricercati ormai anche dai turisti come una delle tappe da non perdere, ed esistono da quando ancora nessuno parlava di “street food” come un genere gastronomico. In questi mesi, però, sono nate una serie di problematiche amministrative e burocratich: spostamenti notturni dei mezzi e richieste di pagamento di migliaia di euro con pochi giorni di preavviso. Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Ferdinando Secchi interviene a sostegno degli operatori e chiede chiarimenti sulla riorganizzazione delle attività gastronomiche del Poetto di Cagliari. Secondo Secchi, la Giunta aveva assunto in aula l’impegno di superare il trasferimento quotidiano dei mezzi, evitando agli operatori di doverli spostare o ricoverare ogni notte in depositi privati. Il consigliere riferisce però di indiscrezioni secondo cui, nella nuova sistemazione nei pressi di via Vulcano e dell’area verde limitrofa, potrebbe essere imposto uno spostamento notturno, anche minimo. Una prospettiva sulla quale Secchi chiede chiarimenti, sottolineando le difficoltà soprattutto per chi utilizza strutture prive di motore e deve ricorrere a un altro veicolo per trainarle. A questo si aggiunge la questione economica. Il consigliere segnala che agli operatori della zona del Cavalluccio Marino sarebbero arrivati avvisi per il pagamento del canone giornaliero di occupazione del suolo pubblico, con importi di migliaia di euro: documenti emessi il 23 ottobre e con scadenza fissata al 31 ottobre. Secchi sollecita quindi una valutazione urgente da parte dell’amministrazione, chiedendo regole e tempi di pagamento compatibili con la prosecuzione delle attività. L’obiettivo, sottolinea, deve essere accompagnare il cambiamento tutelando il lavoro e una presenza storica della tradizione gastronomica del lungomare.

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