A Kona Solla deve fermarsi: “Ma non smettete di sognare”

Triathlon, dopo un anno di preparazione il fuoriclasse quartese bloccato da un virus, salta l’Ironman mondiale
Giuseppe Solla

Il video è straziante, le lacrime di un campione sono lì a raccontare lo scherzo terribile del destino. L’atleta quartese, 58 anni, al sesto tentativo di conquistare la corona mondiale dell’Ironman, la disciplina più sfiancante dello sport, si deve fermare. Sbarcato a Kona, nelle Hawaii, il teatro di fine stagione con i migliori professionisti del triathlon estremo, crolla per un virus molto simile al Covid: febbre alta, spossatezza, le vie respiratorie bloccate, il peso che cala e le forze che lo abbandonano. Lo stato di salute, preoccupante anche in casi normali, lo convince a malincuore ad abdicare. Un anno di lavoro, di sacrifici, di allenamenti quotidiani su corsa, bici e nuoto (al caldo estremo della nostra estate o alle rigide temperature delle albe invernali) gettati via per colpa – passateci la considerazione – della sfortuna. Eppure era pronto, prontissimo, con tempi e prestazioni che gli avevano fatto pensare a un possibile grande piazzamento.
Le sue parole, la sua struggente ammissione di doversi fermare, sono una testimonianza meravigliosa dell’attaccamento di Solla, ex principe del ciclismo sardo e poi inimitabile triatleta, allo sport e a suoi valori. “Non smettete di sognare”, dice fra le lacrime, mentre ringrazia le persone che, insieme alla famiglia, ne hanno condiviso i sacrifici: l’allenatore Nardino Degortes, i professionisti della medicina Filippo Tocco e Giovanna Ghiani. A Kona sabato i migliori triatleti del mondo, divisi nelle varie categorie per età, si sfideranno nell’incredibile gara su 3800 metri di nuoto, 180 chilometri di ciclismo a medie pazzesche e infine la maratona, 42 chilometri e 200 metri.

Enrico Pilia

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