Arbitro di 16 anni aggredito a Usini

Ennesimo episodio di violenza contro un giovane direttore di gara
Un frammento del video dell’aggressione, diventato virale sui socIal

Arbitrano per passione. Non potrebbe essere altrimenti, visto che il rimborso spese spesso non copre nemmeno i costi sostenuti per raggiungere il campo di gioco o per essere accompagnati dai genitori. Talvolta sbagliano, forse anche meno dei loro coetanei che scendono in campo da giocatori. Ma mentre per questi ultimi qualcuno fa il tifo, per chi dirige la gara non accade quasi mai. Loro giocano sempre fuori casa, in un clima tutt’alto che sereno. Sono i giovani arbitri che, spesso mettendo a rischio la propria incolumità, permettono anche nel paese più piccolo di disputare una partita di calcio. Uno sport che dovrebbe essere sinonimo di lealtà, aggregazione sociale e valori positivi. E invece nei giorni scorsi, a Usini, durante il match di Terza Categoria tra Gymnasium Sassari e GS Monserrato, si è verificato l’ennesimo episodio di violenza. Un fallo sulla fascia laterale viene sanzionato con un cartellino giallo che, essendo il secondo, porta all’espulsione del giocatore. A quel punto il calciatore mette le mani addosso all’arbitro sedicenne, che almeno ha ricevuto la solidarietà del pubblico presente. Episodi di questo tipo stanno diventando sempre più frequenti e, purtroppo, non bastano le sanzioni disciplinari comminate di volta in volta ai responsabili o alle società coinvolte. Serve una scelta forte, capace di invertire la rotta in un mondo dove, talvolta anche seguendo il cattivo esempio di atleti affermati, la sportività viene meno. Forse fermare tutti i campionati quando accadono situazioni simili potrebbe rappresentare un segnale forte e necessario.

prova
Condividi

Articoli correlati