Charter da Tel Aviv a Olbia scatena contestazione. A San Pantaleo ragazzini israeliani strappano volantini pro Gaza

Un momento della protesta di alcuni giorni fa all’aeroporto Costa Smeralda di Olbia

Un charter da Tel Aviv è atterrato questa mattina all’aeroporto di Olbia, confermato dal sito Geasar. Ad attenderlo c’era un presidio di manifestanti sardi, che denunciano l’arrivo in Costa Smeralda di turisti israeliani mentre a Gaza continua la guerra. Secondo loro tra i passeggeri non ci sarebbero solo civili, ma anche militari con le famiglie, arrivati per le vacanze. Alcuni giorni fa a San Pantaleo, durante un volantinaggio pro Gaza, ragazzini identificati come figli di questi turisti hanno strappato e calpestato i volantini: episodio citato dagli attivisti come simbolo di una presenza giudicata intollerabile.

Il charter delle 10:31

La protesta di oggi non è stata imponente nei numeri ma chiara nei contenuti. Gli attivisti hanno spiegato che, in ogni caso, per loro conta fino a un certo punto distinguere tra soldati e civili israeliani perché “chi atterra in Sardegna da Israele porta con sé la responsabilità di quanto accade a Gaza. Chi arriva con quei voli, siano militari, familiari o semplici civili, non può dire di non sapere cosa stia accadendo in Palestina. Anzi, sostengono e incoraggiano quell’azione che per noi è un genocidio: sono consapevoli e quindi complici, come tanti governi occidentali. Per questo qui non sono bene accetti” afferma una manifestante.

Il volo Israir, indicato come charter nel tabellone arrivi e registrato come “atterrato alle 10:31”, è uno dei primi di una serie di collegamenti previsti per l’estate. I movimenti che hanno organizzato la contestazione ricordano che già a giugno avevano annunciato la loro opposizione a queste tratte. Allora i voli furono rinviati, ma con la fine di agosto la rotta si è riaperta e in Gallura hanno iniziato a circolare gruppi di visitatori israeliani, come confermano anche le segnalazioni da San Pantaleo.

Domenica la protesta principale

L’episodio del piccolo borgo turistico viene citato dai manifestanti come esempio di tensione che non riguarda solo l’aeroporto. Nel cuore della Costa Smeralda, raccontano, i volantini distribuiti per chiedere solidarietà con Gaza sono stati respinti in maniera plateale da ragazzini israeliani, figli delle famiglie arrivate con i charter. Un gesto che gli attivisti interpretano come un segno di arroganza e di totale indifferenza verso la tragedia palestinese.

L’arrivo di oggi segna quindi l’apertura di una fase nuova nella protesta, che nei prossimi giorni potrebbe assumere dimensioni più ampie. I promotori hanno annunciato un nuovo presidio per domenica 31 agosto, ancora davanti allo scalo di Olbia, in coincidenza con un altro charter in arrivo da Tel Aviv. Una mobilitazione che, assicurano, non si fermerà: l’obiettivo è continuare a denunciare l’arrivo di israeliani in vacanza tra resort e locali esclusivi della Sardegna mentre la popolazione di Gaza continua a vivere sotto assedio.

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